BACOLI – Il PD Bacoli ha scritto stamattina al Commissario prefettizio di Bacoli in merito ad alcuni beni pubblici di particolare importanza: il Parco della Quarantena, il Frutteto Borbonico, l’ex Caffè letterario. Ecco il testo della missiva indirizzata al vice-prefetto Francesco Tarricone e per conoscenza a Domenico Oriani, commissario liquidatore del Centro ittico campano.

LA LETTERA – «Caro Commissario, non potendoLa incontrare di persona – aspettiamo una Sua convocazione dal 14 maggio scorso – Le scriviamo per invitarLa a non aprire solo facebook ma anche gli occhi specialmente su quello che accade a Bacoli, una cittadina dalle immense risorse che risultano decisamente appetitose…
Risorse come gli spazi pubblici. Converrà che gli spazi pubblici devono essere aperti, vissuti, luoghi d’aggregazione per famiglie e giovani. Devono insomma essere spazi sociali per tutti. Appunto, per tutti. Invece…Invece il 13 luglio scorso è stato riaperto il Parco della Quarantena, un’area verde nel cuore del CIC, la società le cui azioni sono interamente dell’Ente da Lei oggi amministrato. Che la Quarantena riapra è una cosa stupenda, per carità! Ma sapeva, caro Commissario, che il 24 aprile 2017, a Consiglio comunale sciolto, l’allora Sua collega G. D’Orsi ed il presidente del CIC D. Oriani concessero per tre anni l’intero Parco della Quarantena ad un’ONLUS gratuitamente e senza bando di gara. Proprio così, senza costi e senza gara quando per decenni i Bacolesi hanno lottato perché da aree come la Quarantena potesse derivare ricchezza per il loro paese, quanto mai necessaria adesso che Lei ha dichiarato il dissesto del Comune. Sapeva, caro Commissario, che il 26 maggio 2017 il PD diffidava Comune e CIC a procedere e che l’11 agosto successivo il sindaco G. Picone scriveva al CIC di “far interrompere qualsiasi azione atta a precostituire una posizione da parte dell’affidatario che potrebbe verificarsi essere incompatibile con gli interessi pubblici e istituzionali”? Sapeva, caro Commissario, che il 1° giugno 2017 il PD denunciava ad ARPAC, ASL e NOE la presenza di amianto nella Quarantena e che il 9 agosto successivo il sindaco G. Picone prescriveva al CIC di mettere in sicurezza l’area? Se il CIC è stato finora inadempiente – e lo è stato eccome! – non lo continui ad essere anche Lei. Il 21 giugno scorso veniva ripulito il Frutteto borbonico. E’ un’area verde, limitrofa al Parco del Fusaro, sempre CIC, che fu chiusa nel 2016 per l’istallazione di giostrine abusive. Sapeva, caro Commissario, che l’11 agosto 2017 l’Amministrazione Picone dava direttiva al CIC di riaprire il Frutteto, a seguito dell’avvenuto dissequestro dell’area ed “in considerazione che l’apertura al pubblico dello stesso consente alla popolazione locale di poter usufruire di un luogo adatto allo svago dei bambini e degli anziani”? Sapeva, caro Commissario, che anche in questo caso il CIC ha disatteso l’indicazione del suo Azionista e l’area è restata chiusa? Anzi il 16 agosto 2017 il CIC metteva le “mani avanti” e scriveva che “che la Società intende subordinare la riconsegna delle chiavi dell’area al soggetto che esoneri il CIC da qualsiasi onere, attinente alla gestione e manutenzione ordinaria dell’area”. Il fatto che il Frutteto è stato pulito, significa, caro Commissario, che è stato trovato questo fantomatico soggetto? E chi è? E come è stato scelto? Il PD auspica che il Frutteto venga riconsegnato ai cittadini ma solo a patto che tutti questi ne siano i beneficiari. Infine, caro Commissario, sapeva che “dietro la Chiesa”, nel cuore del centro storico di Bacoli, si trova il cosiddetto “Caffè letterario”? Si tratta di un locale comunale concesso in passato per attività sia di bar sia di promozione sociale e culturale (letteratura, musica, arte). Nel 2015 con bando pubblico è stato nuovamente assegnato a gente onesta e perbene. Caro Commissario, vogliamo aiutarli? E prima ancora vogliamo verificare se sono sempre gli stessi o se hanno “ceduto la mano” ad altri? Ecco caro Commissario cosa accade a Bacoli, cosa Le avremmo detto qualora ci avesse incontrato. Adesso aspettiamo le Sue risposte. O farà, come i Suoi predecessori, che facevano finta di non sapere, di non vedere? Eppure è stata proprio questa indifferenza, da parte loro, da parte di chi doveva controllare e non l’ha fatto, ad aver portato Bacoli al dissesto, al fallimento».