POZZUOLI – Stazionamento di via Fasano deserto, autobus in deposito e cittadini ancora a piedi. Da circa 10 giorni i lavoratori della CTP (Compagnia Trasporti Pubblici Napoli) sono nuovamente in stato di agitazione per la mancata corresponsione dello stipendio di gennaio. 48 ore fa tutto sembrava risolto con la rassicurazione da parte di Città Metropolitana, nella persona di Enrico Panini, dello sblocco dei pagamenti entro fine settimana prossima e con la richiesta alle organizzazioni sindacali, e tramite loro, a tutte le lavoratrici ed i lavoratori di assicurare la totale ripresa del servizio.

Messa in congedo d’Ufficio – Nella serata di ieri però, attraverso un’informativa sindacale, arriva il contrordine, con la messa in congedo d’ufficio di tutto il personale di esercizio dei depositi di Pozzuoli e Teverola fino al 28 febbraio. Una decisione dettata dalla necessità di effettuare verifiche e interventi manutentivi sui veicoli dell’autoparco. Dunque, probabilmente fino ad inizio marzo non si vedranno autobus in città.

La dura replica dell’USB – Il coordinatore regionale USB (Unione Sindacati di Base), Marco Sansone, non ci sta e in una nota al “vetriolo” polemizza con la proprietà: «Solo ieri la Città Metropolitana di Napoli chiedeva alle Organizzazioni Sindacali di comunicare ai lavoratori che il pagamento degli emolumenti arretrati avverrà entro la prossima settimana. Una informazione, tesa a stemperare l’alta tensione che c’è tra le maestranze, che però anticipava una richiesta: i lavoratori devono riprendere e fare chilometri, nonostante i mancati pagamenti, nonostante le croniche carenze manutentive degli autobus e nonostante le condizioni igienico-sanitarie non sempre a norma, altrimenti si rischia che l’Azienda, in fase di concordato in bianco, rischi di fallire, con conseguenze addirittura peggiori per i lavoratori e per i cittadini. E poi stasera, cinicamente, si informano le stesse Organizzazioni Sindacali che tutti i lavoratori dei depositi di Pozzuoli e Teverola da domani verranno messi in ferie forzate a causa di “problematiche tecniche dei veicoli”».

Cresce la sfiducia sulle sorti aziendali«Questo è il motivo per cui non vi crediamo quando dite che volete salvare CTP. State spegnendo piano piano la storica Azienda di trasporto pubblico locale dell’hinterland napoletano tra il silenzio generale, e quando qualcuno prova a ribellarsi, correte ai ripari cercando di scrollarvi le responsabilità di dosso per accollarle ai lavoratori, quelli che con questa informativa sindacale ammettete che collaborino tutti i giorni con autobus al limite della sicurezza manutentiva. E questa è anche la dimostrazione che gli ultimi autobus nuovi arrivati e tanto pubblicizzati, i 31 Citymood da 10 metri, sono la cosiddetta “acqua che non leva sete”».

I lavoratori pronti alla “lotta”«La verità è che CTP si è sempre retta solo sulla buona volontà e sul sacrificio del personale dipendente, che presta servizio nelle peggiori condizioni igienico-sanitarie e manutentive da tempo, ma non è servito comunque. Queste informative sindacali, lanciate poco prima di un comunicato aziendale, divulgate sempre nei momenti in cui l’opinione pubblica può sembrare più “distratta” (in piena estate, come la volta scorsa, o di sabato sera, come adesso), ci lasciano la sensazione che CTP, stremata, abbia deciso di sventolare bandiera bianca. Ma i lavoratori non molleranno facilmente, sappiatelo».