Le operazione di recupero del bus schiantatosi giù dal viadotto
Lo scorso 28 luglio un bus si è schiantato giù dal viadotto

POZZUOLI – Si fanno sempre più chiare le cause che portarono alla tragedia di Monteforte Irpino, lo scorso 28 luglio. Seicentocinquanta pagine di perizia e 1.500 allegati che puntano il dito contro la mancata manutenzione del tratto autostradale corrosa e usurata negli anni. Secondo i periti, le barriere di protezione del viadotto Acqualonga, dal quale il bus precipitò causando la morte di 40 persone, “non erano saldamente mantenute al suolo” in quanto “i perni che le avrebbero dovute ancorare sono stati corrosi dal sale utilizzato nei periodi invernali”.

L’AUTISTA FECE DI TUTTO PER NON CADERE DAL VIADOTTO – Un altro elemento che i periti nelle loro conclusioni affidano ai magistrati, riguarda l’autobus noleggiato dalla “Mondo Travel” di Gennaro Lametta: “Al momento dell’incidente, l’automezzo non aveva in funzione l’impianto frenante e nonostante questo l’autista del bus, Ciro Lametta, morto nell’incidente, ha fatto di tutto per tenere l’automezzo sulla carreggiata”. Con la consegna delle perizie alle parti, il procuratore di Avellino, Rosario Cantelmo, che coordina l’inchiesta dei pm Adriano Del Bene e Cecilia Annecchini, potrebbe individuare nuovi profili di responsabilità per gli attuali indagati e per altre persone. Alla luce della perizia, sembra destinata alla archiviazione la posizione di Ciro Lametta.