Il tabellone luminoso posto all'inizio della Tangenziale di Napoli

CAMPI FLEGREI– Confermate le indiscrezioni di 7 giorni fa: il pedaggio per la Tangenziale di Napoli è aumentato ancora. La triste sorpresa è arrivata ai primi automobilisti che dopo la mezzanotte del 1 gennaio 2014 hanno varcato i caselli ritrovandosi a pagare 95 centesimi anziché 90. Aumento che ha portato i Versi ad avviare una Class Action e annunciare un presidio di protesta ai caselli della Tangenziale di Napoli. «L’ ennesimo aumento di 5 centesimi della Tangenziale di Napoli, che ha portato il pedaggio a 95 centesimi, – dichiarano il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza – è intollerabile. Solo nel 2009, si passò a 80 centesimi di pedaggio rispetto ai 65 del 2006. In 7 anni la Tangenziale è aumentata per i napoletani del 53%. Un dato impressionante e certamente non legato al costo della vita o a dati Istat. Ancora più grave è che il Presidente della società che gestisce la tratta stradale l’ On. Paolo Cirino Pomicino sul sito internet della Tangenziale solo stamattina ha confermato la notizia che già era trapelata nelle scorse settimane annunciando che si tratta di un aumento dell’ 1,89 mentre in realtà si tratta di un rincaro del 5,6 e dimostrando di non avere neanche il coraggio di dire la verità. Ciò ha provocato l’ ira degli utenti che giustamente si sentono anche presi in giro».

 

MANIFESTAZIONE AI CASELLI – «Ogni giorno circa 300mila macchine – continuano Borrelli e Simioli – passano su questa rete viaria interna l’ unica in Europa a pagamento. Una rete che era stata progettata per 80 mila passaggi giornalieri ed essere restituita gratuitamente alla popolazione dopo 33 anni di gestione della ditta che l’ aveva costruita. Di anni ne sono passati 43 ed i napoletani continuano a pagare un pedaggio che oramai è arrivato alle stelle e che frutta alla società di gestione circa 120 milioni di euro all’ anno. La cosa ancora più vergognosa è che quando avevamo denunciato in anticipo l’ ennesimo aumento l’ ufficio relazioni esterne aveva prontamente smentito. Per questo abbiamo deciso di promuovere una nuova Class Action – concludono Borrelli e Simioli – e segnalare gli incredibili rincari all’ Antitrust. Abbiamo deciso di promuovere anche una manifestazione ai caselli per evidenziare pubblicamente questo scandalo».