Nella foto la caserma di Piacenza Levante in via Caccialupo. Nel riquadro l’appuntato Giacomo Falanga

POZZUOLI – Respinte le richieste di scarcerazione dei carabinieri arrestati, lo scorso 22 luglio, nell’ambito dell’inchiesta Odysseus della Procura di Piacenza. La decisione del Gip, Luca Milani, è arrivata in seguito agli interrogatori di garanzia. L’appuntato di Pozzuoli, Giacomo Falanga, e i colleghi Giuseppe Montella, Salvatore Cappellano, Angelo Esposito e Daniele Spagnolo restano in carcere. Il giudice, pur ritenendo attenuato il rischio di reiterazione del reato dal momento che i carabinieri sono sospesi, ha ravvisato per gli indagati il rischio di inquinamento probatorio. Le accuse sono, a vario titolo, di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsione, arresto illegale, tortura, lesioni personali, peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica, violenza privata aggravata, truffa ai danni dello Stato. L’operazione della Guardia di Finanza ha portato al sequestro della caserma di Piacenza Levante in via Caccialupo. E’ probabile che nei prossimi giorni i pm della Procura, guidata da Grazia Pradella che coordina le indagini della Guardia di Finanza, tornino a convocare alcuni degli indagati per chiarire meglio alcune circostanze ed è possibile che si decida di ascoltare anche qualcuno della catena di comando azzerata.

IL COMMENTO – «Vorrei dire che l’attività di un nucleo di persone che non è degno di far parte dell’Arma dei carabinieri non può minare quella che è l’opinione che tutti abbiamo dell’Arma, un’istituzione sana che sta sul territorio e aiuta nell’attività quotidiana e opera per il contrasto della criminalità – ha dichiarato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese -. È un comportamento gravissimo, gente non degna, lo ripeto più volte. Ma dobbiamo distinguere: non si può minare una grande istituzione come l’Arma».