NAPOLI – Sono pochi i capi che delineano il tratto distintivo di un couturier. Basti pensare ad alcuni must have presenti nell’immaginario estetico di ognuno di noi: il tubino nero firmato Givenchy, ed indossato da Audrey Hepburn nel film “Colazione da Tiffany”; la borsa Kelly di Hermès amata dalla Principessa Grace; il nostalgico tailleur rosa Chanel di Jacqueline Kennedy portato il giorno dell’assassinio del Presidente; l’abito in velluto nero a sirena indossato da Anita Ekberg, realizzato per lei dall’Atelier di Fernanda Gattinoni, e diventato un’icona nella pellicola più felliniana di tutte. Quando la maison delinea un archetipo caratterizzante, che dà forma alla sua immagine artistica, si possono oltrepassare le barriere spazio-temporali. Anche il blu, del Maestro italiano Renato Balestra, entra di diritto in tali categorie di stile e di simbolo, essendo una gradazione tonale riconoscibile in ogni dove. La mostra antologica «Celeblueation» – prodotta da Armando Fusco, ed inaugurata con una serata di Gala il 30 maggio presso la Certosa e Museo di San Martino di Napoli (in permanenza fino al 18/06) – presenta 250 bozzetti, disegni e abiti scelti personalmente dal Maestro durante la sua lunghissima carriera. Alla presentazione evento, insieme a Renato Balestra, c’erano: S.A.R. Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro; sua sorella, S.A.R. la Principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie; il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Onorevole Vincenzo Spadafora.

LO STILE ICONICO – Lo stilista era presente alla serata inaugurale, e ha partecipato entusiasta alla kermesse, raccontando alcuni aneddoti inerenti agli abiti mostrati. Uno dei pezzi forti della collezione è l’ultima creazione inedita de Il Lago dei Cigni, disegnato per il Teatro d’Opera di Belgrado, infatti il Maestro, oltre agli abiti, ha firmato anche la scenografia, per la prima volta. Il risultato è un costume fiabesco – curatissimo nei minimi dettagli -, che ha incantato gli spettatori presenti. Renato Balestra ha un amore viscerale per l’Opera lirica e la musica in generale, ed è ben visibile nei bozzetti inventati con estro e talento dallo stilista italiano. Peculiare ed esotico il vestito in trama di orchidee di stagione bicromatiche, immaginato da Balestra alcuni anni fa per una committente regale. L’abito dura solo pochi giorni, come metafora di una bellezza che, ineluttabilmente, si arrende al ciclo del tempo. Da annotare, inoltre, il bozzetto del primo abito del designer, mostrato in una sala con costumi total blue magnifici.

IL GLAMOUR – La serata si è conclusa con l’esecuzione di alcune romanze tipiche dell’Opera lirica, prodotte magistralmente dai professori del Teatro San Carlo, e dirette dal M° Jacopo Sipari di Pescasseroli. L’architettura incantevole del Chiostro Maggiore era illuminata da luci blu intente a richiamare lo stile à la Balestra. I capolavori di Verdi, Donizetti, Čajkovskij, hanno ripreso vita in una location incantata e allestita per l’occasione unica.

PARTNERSHIP – La kermesse è stata il frutto di una coesione vincente: i favolosi abiti borbonici di Vincenzo Canzanella; “Campus Salute” presieduto dalla Professoressa Annamaria Colao; “Le Generali Italia Spa” sede di Piazza Bovio, rappresentata da Nello Zito e Ennio Auciello; “Ranieri Pasticceria”; “Italia mia” Renè Bonante; la Fondazione “AdAstra” con il Presidente Luciano Lepre; Il caseificio “Olimpica” di Giovanni Serra. «Una splendida serata – dichiara il Presidente della Fondazione AdAstra, l’Avvocato Luciano Lepre in una location prestigiosa all’insegna dell’arte, della cultura e della musica. Ringraziamo il Maestro Balestra di aver scelto Napoli, per ricordare i successi della sua brillante carriera.»