nicola_palumbo (1)QUARTO – Nicola Palumbo e suo nipote Giuliano, entrambi condannati a quattro anni per tentata estorsione. E’ arrivata nel primo pomeriggio la sentenza emessa dalla 45esima Sezione penale del Tribunale di Napoli. I due imputati sono attualmente ristretti nei carceri di Melfi e Secondigliano. Dieci mesi dopo gli arresti, dunque, si conclude una parte della vicenda giudiziaria. La tentata estorsione sarebbe stata consumata per ottenere 10mila euro dal legittimo assegnatario di un alloggio popolare all’interno del rione “219” di via De Gasperi. La vittima avrebbe dovuto versare 10mila euro al precedente assegnatario – il 52enne Antonio Fruttaldo, anch’egli imputato per tentata estorsione – per restare in quell’appartamento, altrimenti sarebbe dovuto andar via.

IL RICATTO – Per “convincere” la vittima a pagare, Fruttaldo si sarebbe rivolto al cugino Nicola Palumbo, alias “Faccia abbuffata”, noto alle cronache giudiziarie per essere stato arrestato nel 2003 nell’ambito dell’inchiesta sulle estorsioni all’intreno del mercato ittico di Pozzuoli da parte del clan Longobardi-Beneduce. Nonchè per essere finito tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa nel giugno del 2010 e riguardante altre 83 persone, accusate a vario titolo di essere capi ed affiliati dell’organizzazione criminale. «Ti sembra giusta la cattiveria che hai fatto ad Antonio – avrebbe detto Palumbo alla vittima – Lo sai che Antonio è mio cugino? Comunque devi prenderti un impegno di consegnare 10mila euro ad Antonio per la casa. Altrimenti o gli dai i soldi o te ne vai».

LA STORIA – Tutto ebbe inizio nel luglio del 2014, sarebbero poi seguite altre richieste mediante Giugliano Palumbo, fino alla denuncia nel dicembre dello stesso anno. Tre giorni prima di Natale i tre vennero arrestati. Fruttaldo, finito ai domiciliari, è imputato nel processo riguardante la stessa vicenda, ma che si sta celebrando con il rito ordinario. Ad assitere la vittima le due associazioni “Quarto, legalità è sviluppo” dell’impreditore Domenico Brescia (avvocato Alfredo Nello) e “Sos impresa” di Luigi Cuomo. La vittima ha ricevuto l’assistenza legale gratuita da parte dell’avvocato Alessandro Motta grazie all’associazione di Cuomo, mentre l’avvocato Attilio Belloni cura gli interessi del Comune di Quarto costituitosi parte civile in entrambi i procedimenti.