QUARTO – Sono una decina le persone denunciate dopo le proteste scoppiate lunedì mattina all’esterno della palazzina che ospita gli uffici del Comune. Le accuse sono di violazione delle norme anti covid-19 e manifestazione non autorizzata.

RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE – Per tre manifestanti, inoltre, è scattato anche l’ipotesi di reato di resistenza a pubblico ufficiale, per aver tentato di sfondare il cordone di forze dell’ordine – formato da carabinieri, polizia e municipale – all’ingresso dello stabile. Tra le richieste dei manifestati all’amministrazione, maggiori misure economiche per far fronte alla crisi legata al coronavirus, nonché maggiore trasparenza e celerità per la distribuzione dei buoni pasto alle famiglie più in difficoltà. A minacciare querela c’è anche il sindaco Antonio Sabino, contestato duramente durante la manifestazione, ma soprattutto in rete con commenti ritenuti offensivi.

LA TESTIMONIANZA – Tra i denunciati anche una volontari delle Brigate di Solidarietà, realtà fin dall’inizio dell’epidemia impegnata nella distribuzione di beni di prima necessità per le famiglie maggiormente colpite dalla crisi. «Siamo quasi alla fase due e le famiglie ancora non hanno ricevuto i bonus che servivano loro per affrontare l’emergenza – spiega – In più ancora non sono arrivati alle persone i numeri di protocollo per sapere se sono in graduatoria o no. C’è un ritardo enorme. La necessità di aiutare molte famiglie in difficoltà però c’è e come. I requisiti richiesti per il bonus coprono soltanto novanta famiglie povere a Quarto. E visto che i fondi ci sono bisogna adottare altri criteri e cominciare a fare scorrere la graduatoria». In pratica, una replica alle parole del primo cittadino che aveva sottolineato come l’ente si fosse molto in anticipo rispetto ad altri Comuni nell’adottare misure a sostegno della cittadinanza ed in particolare per le fasce più deboli.