QUARTO – C’era attesa per la sentenza di Appello che vede tra gli imputati anche l’ex coordinatore locale del Popolo delle Libertà Armando Chiaro. I magistrati, però, hanno rimandato la loro decisione, chiedendo che fossero svolte alcune perizie sui beni sequestrati agli imputati dello stesso procedimento.

LA CASA IN SPAGNA – Per quanto riguarda Chiaro, a finire sotto chiave un’abitazione di Coma Ruga, in Spagna. Secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, l’immobile sarebbe stato acquistato per conto del clan Polverino. La difesa dell’ex consigliere comunale, ovviamente, ha nel corso del tempo contestato del tutto l’accusa nei confronti del 41enne. Così come è contestata l’accusa di essere un “colletto bianco” al servizio dell’organizzazione guidata da Giuseppe “’o barone” Polverino.

QUATTRO ANNI DI PROCESSI – In primo grado, nel dicembre del 2013, Armando Chiaro venne condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere. Nel luglio del 2014, in Appello, l’imprenditore ottenne uno sconto di 18 mesi. Si arrivò poi in Cassazione, dove i giudici della suprema corte annullarono la sentenza di secondo grado, così come ogni provvedimento riguardo al bene sottoposto a sequestro, e rimandando di nuovo tutto in Appello. La sentenza venne annullata anche per altri imputati, ma non per Giuseppe Polverino, condannato a 17 anni dopo averne rimediati 20 in primo grado.