QUARTO – Potrebbe esserci un mezzo pasticcio del Comune dietro la “tirata di orecchie” della Corte dei Conti riguardante la mancata pubblicazione di un importante documento da parte di via De Nicola. In particolare, si tratta della Relazione di fine mandato che ogni sindaco uscente è obbligato a stilare una volta che la consiliatura sia arrivata al capolinea. Nel caso di specie, era l’ex primo cittadino Rosa Capuozzo a dover redigere il documento una volta accertata la conclusione della sua esperienza da sindaco, avvenuta nel febbraio scorso.

DOCUMENTO INVIATO PER TEMPO – Incrociando i dati, in effetti risulta che la Capuozzo abbia preparato il corposo plico (ben 36 pagine) lo scorso 13 marzo. Due giorni dopo, il 15, la Relazione viene inviata alla Sezione regionale di controllo per la Campania della Corte dei Conti. A riprova di ciò abbiamo anche il numero di protocollo che ne attesti l’avvenuta ricezione da parte del destinatario: n. 9726 del 15 marzo. Dunque, secondo la normativa in materia, dagli uffici del Comune si sarebbe poi provvedere alla pubblicazione del documento. Essendo arrivato anzitempo lo scioglimento del consiglio comunale rispetto al termine naturale dei cinque anni, la pubblicazione sarebbe dovuta avvenire entro venti giorni dall’indizione dei comizi elettorali.

PUBBLICAZIONE FUORI TEMPO MASSIMO – Ed invece accade che della Relazione ce ne sia traccia pubblicamente solamente il 22 novembre scorso, e dunque ben otto mesi dopo l’invio del documento alla Corte. Da qui la dura reazione di quest’ultima che ha preso atto della mancata pubblicazione dell’atto, sottolineando che «La Sezione accerta la mancata pubblicazione della relazione di fine mandato nei tempi previsti dalla normativa relativa al Comune di Quarto (Na) per le elezioni amministrative del 10 giugno 2018».

SANZIONE PECUNIARIA – Ed ora si prospetta anche una sanzione pecuniaria per la “distrazione” che ha portato la Corte ad emettere una delibera ad hoc. Delibera, tra l’altro, datata 19 dicembre, ma pubblicata soltanto venerdì 28. Resta da chiedersi chi sarà a dover pagare la sanzione?