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QUARTO – «Qui potrebbero sedere altri consiglieri comunali…». E’ ancora una volta sibillino Giovanni Santoro, consigliere comunale che durante l’ultima assise è stato protagonista di un lungo e “sentito” intervento. Difficile da decifrare il suo messaggio, aperto a più interpretazioni. Si dimetterà? Lo farà il nipote Salvatore che in aula gli siede di fianco? O si riferiva a qualche altro consigliere che magari aspira ad entrare in giunta lasciando il proprio scranno a disposizione del primo dei non eletti nella relativa lista elettorale?

Giovanni Santoro
Giovanni Santoro

“CE N’E’ PER TUTTI” – In attesa di eventuali chiarimenti, magari con fatti reali meno criptici, nel lungo intervento di Santoro c’era tutta la sua delusione per come si starebbe svolgendo l’opera di ottimizzazione della “macchina comunale”. Praticamente, secondo l’ex candidato sindaco, nulla sarebbe cambiato. E ci si starebbe avviando verso un vero e proprio fallimento politico. Tra gli esempi tirati fuori da Santoro quello inerente la difesa del Comune in un ricorso. L’avvocato di via De Nicola non avrebbe avuto alcuna possibilità di difendere l’ente in quanto arrivato al cospetto del giudice senza la necessaria documentazione. E questo, sempre secondo il consigliere, sarebbe il frutto di più responsabilità. E ci mette dentro tutti, dal responsabile del settore, a chi in giunta è deputato alle vicende legali. Insomma, un corto circuito che continuerebbe a ripetersi in più occasioni.

PERSO UN FALDONE, DOV’E’ FINITO? – Esemplare, poi, quanto raccontato dal consigliere Vincenzo Di Pinto, eletto tra i 5 Stelle ed oggi seduto in aula come indipendente. Un intero faldone che avrebbe dovuto trovarsi all’Ufficio tecnico sarebbe invece scomparso. Sarebbe dunque “in attesa di ritrovamento”. In altre parole, la politica starebbe fallendo contro l’ingarbugliata macchina comunale. Un fallimento netto dal momento che la “messa a posto” degli uffici era stata posta come azione prioritaria di questa amministrazione.

MINUTO DI SILENZIO IN AULA – Il consiglio comunale di martedì, è bene ricordarlo, si è aperto con un minuto di silenzio perle vittime del sisma dello scorso 24 agosto. E l’occasione dell’approvazione del nuovo regolamento dei volontari della Protezione Civile, è stata anche quella per ringraziare chi si è rimboccato le maniche partendo alla volta delle città terremotate, portando con sé aiuti concreti.