di Angelo Greco

Dino Zoff consegna il "Premio Bearzot" nelle mani di Luigi Cuomo

COVERCIANO – La Nuova Quarto Calcio ottiene un nuovo grande riconoscimento per il lavoro nel sociale svolto da quando la squadra è stata requisita dalle mani della camorra. Il team, ormai diventato un simbolo nazionale della lotta alle mafie, questa mattina è stata insignita, durante la consegna de “La Panchina d’oro”, del prestigioso “Premio Bearzot”. Il riconoscimento messo in palio dalla famiglia del compianto mister simbolo della vittoria dei mondiali di calcio di Spagna ’82, è stato assegnato alla Nuova Quarto Calcio dalla giuria composta da tre elementi dove spicca il nome del grandissimo Dino Zoff assieme ai quelli dei Giornalisti Alberto Cerruti  e Luigi Granzini.

IL RICONOSCIMENTO – La fama della squadra flegrea ha raggiunto la giuria non solo per il giusto clamore messo in opera dalle cronache nazionali, ma anche grazie al presidente della Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi, che la scorsa primavera fu ospite del Quarto per omaggiarlo della promozione in eccellenza. Tommasi, rimasto colpito dall’ambiente azzurro, ha così deciso di presentare gli azzurri alla giuria. Il premio in denaro verrà diviso con la famiglia dell’ex calciatore Gladiolo, gravemente ammalato.

L’EMOZIONE DI LUIGI CUOMO – A Coverciano questa mattina erano presenti il presidente Luigi Cuomo, Luca Catalano,  Agostino Orlando, il mister Amorosetti, capitan Zinno e l’addetto stampa Silvio Di Falco. Contento per il riconoscimento Luigi Cuomo, una delle anime del progetto Nuova Quarto Calcio «Quella di oggi è stata un’esperienza bellissima, un riconoscimento oltre modo gradito. Un premio che ha detta della federazione non sarà l’ultimo perché ci vogliono essere vicini in questa nostra esperienza. Momenti del genere sono uno stimolo in più per andare avanti in un percorso bello ma non certo semplicissimo. Posso dire – prosegue Cuomo – che ormai siamo stati considerati dalla città come un simbolo di cambiamento. Voglio ricordare che i due aspetti, quello sociale e quello sportivo, vanno sempre di pari passo e la nostra missione resta quella di restituire la squadra alla città».