di Alessandro Napolitano

L'ex candidato sindaco Francesco Dinacci
L’ex candidato sindaco Francesco Dinacci

QUARTO – Un’indicazione di voto “ad escludere” e non un chiaro ed inequivocabile nome sul quale puntare. E’ così che il Partito Democratico si rivolge ai suoi elettori, rimasti senza il simbolo sul quale avrebbero apposto la propria preferenza. L’ex candidato sindaco Francesco Dinacci ed il segretario provinciale del partito, Venanzio Carpentieri, lo dicono senza troppi giri di parole: non votate Gabriele Di Criscio, ma uno degli altri tre aspiranti fasce tricolori rimasti in corsa.

NO A DI CRISCIO – «L’indicazione agli elettori del Pd della libertà di scelta non può infatti non tener conto che una delle candidature in campo, quella di Gabriele Di Criscio, è stata pubblicamente rappresentata negli ultimi giorni come la proposta politica sostenuta ufficialmente da Forza Italia e dai suoi vertici provinciali e regionali – affermano Dinacci e Carpentieri – Il Partito Democratico è per sua natura una grande forza politica riformista alternativa alla destra. Pertanto per le elezioni comunali del 31 maggio a Quarto, tenuto conto del nuovo quadro complessivo che si è determinato, il Partito Democratico invita i suoi iscritti ed elettori a scegliere liberamente, secondo coscienza, la proposta di candidatura a Sindaco che meglio possa interpretare il bene della collettività che ha da sempre rappresentato il nostro esclusivo principio di riferimento».

CACCIA AI VOTI DEGLI “ORFANI” – Il “tesoretto” rappresentato dai circa 6mila voti che sarebbero finiti a sostegno della coalizione di centrodestra fa gola ovviamente a tutti e cioè a coloro che domenica si contenderanno la vittoria per la conquista di via De Nciola: Rosa Capuozzo per il Movimento 5 Stelle, Luigi Rossi per Protagonismo Sociale e Giovanni Santoro con la civica Uniti per Quarto. Meno probabile, almeno “sulla carta” che i voti dell’elettorato di centrosinistra possano finire a Di Criscio (Insieme per Quarto e Forza Gabriele) che invece potrebbe approfittare di altri votanti rimasti orfani. E cioè quelli di Fratelli d’Italia e Nuovo Centrodestra. Un rebus che troverà soluzione soltanto lunedì prossimo, quando si concluderà lo spoglio. E che potrebbe anche “regalare” il turno di ballottaggio. Nonchè eventuali accordi dell’ultimo minuto.