di Alessandro Napolitano

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Rosa Capuozzo, 5 stelle

QUARTO – «In questo marasma generale, rappresenta solo il male minore per la città». Fino ad ora è questa l’unica indicazione di voto rilasciata dai candidati esclusi dal Consiglio di Stato. A beneficiarne è l’aspirante sindaco del Movimento 5 Stelle, Rosa Capuozzo. Il mittente è Valori e Diritti, che nell’Alleanza civica per il cambiamento che sosteneva Francesco Dinacci correva assieme al simbolo di Sinistra Ecologia e Libertà.

IL MALE MINORE – Non si tratta però di una dichiarazione d’amore. L’associazione, infatti, ci tiene a precisare che è «impossibile qualsiasi dialogo con il Movimento 5 Stelle» non condividendone «le modalità di agire né di fare politica». Gli altri esclusi non si sono sbilanciati sulle indicazioni di voto rivolte ai loro elettori rimasti senza riferimenti. C’è chi lo ha fatto mantenendo l’assoluto silenzio e chi, come Quartopuntozero, si è affidato alla coerenza dei propri simpatizzanti: «Non sappiamo se il senso di estraneità che oggi proviamo verso coloro che “sono rimasti” in corsa sia un sentimento che coinvolge anche le tante persone che in questi mesi avevano manifestato interesse e apprezzamento alla nostra candidatura; certamente sappiamo che chi ci avrebbe votato, privato della possibilità di esprimere quella che era la sua reale intenzione, saprà operare una scelta coerente fra le tante possibili».

LA PETIZIONE VA  AVANTI – Già un migliaio, intanto, le firme raccolte a sostegno della petizione popolare promossa proprio dagli esclusi e cioè oltre Dinacci per il centrosinistra, anche Mario Bramante per Ncd e Giuseppe Martusciello per Fratelli d’Italia. Alla Prefettura di Napoli chiedono un nuovo esame «delle condizioni venutesi a creare in occasione delle elezioni» il tutto «per consentire una analisi più approfondita della vicenda da un punto di vista normativo e giurisprudenziale». Mentre alla Commissione per le petizioni del Parlamento Europeo e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo chiedono di «la tutela per l’applicazione degli stessi diritti in capo ai cittadini europei di partecipazione popolare e democratica, per consentire la giusta rappresentatività in seno al Consiglio Comunale, in quanto, alla luce delle discordanti sentenze e decisioni assunte di estromettere tre candidati sindaci e sette liste, la libertà di voto risulterebbe limitata e potenzialmente viziata con l’innegabile corollario della compressione del diritto di partecipazione democratica e popolare attraverso il libero esercizio del voto».