QUARTO – La sentenza che non lascia più spazio a speranze è arrivata oggi: il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso contro l’esclusione dalla competizione elettorale presentato dal candidato sindaco di centrodestra Massimo Carandente Giarrusso. Dopo il TAR, che appena 5 giorni fa aveva rigettato la richiesta di annullare la deliberazione della terza sotto commissione elettorale circondariale di Pozzuoli-Procida, che a sua volta aveva ricusato il candidato sindaco Giarrusso per motivi di “incandidabilità”, oggi è arrivata la bocciatura da parte del massimo organo della giustizia amministrativa.

LA GRANDE ESCLUSIONE – a capo di una coalizione di centrodestra composta da 6 liste, Giarrusso da grande favorito alle elezioni comunali del prossimo 10 giugno, vede sfumare la possibilità di una rielezione a sindaco del comune di Quarto. Nei suoi confronti la commissione elettorale ha richiamato il decreto di incandidabilità per fatti risalenti al 2012-2013 quando, dopo le sue dimissioni da sindaco, arrivò lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione camorristica. Giarrusso non fu indagato ma, secondo la commissione, permangono ancora le cause di incandidabilità.

LA REAZIONE – «Ne prendiamo atto serenamente – sottolinea l’oramai ex candidato primo cittadino – Ci consola sapere di aver sollevato un problema giuridico chiaramente non pretenzioso, tant’è che gli stessi giudici, seppur respingendo le nostre doglianze, hanno definito il comma 11 dell’articolo 143 del Tuel (in materia di scioglimento dei consigli comunali e provinciali) con queste parole: “suscettibile di entrambe le interpretazioni contrapposte”. Abbiamo, pertanto, la coscienza a posto, consapevoli di non aver pretestuosamente adito le Autorità che mai prima di ora si erano espresse sul punto. Vorrei, infine, ringraziare le tantissime persone che in questi giorni mi sono state vicine sostenendo questa battaglia».