QUARTO – Falso in atto pubblico. Questa l’accusa dalla quale dovrà difendersi un dipendente del Comune, ora sospeso dal servizio. Ma soprattutto, in caso di condanna, dovrà risarcire lo stesso ente che ha deciso di costituirsi parte civile.

INIZIATIVA SENZA PRECEDENTI – La sospensione dal lavoro (della durata di 10 giorni) è stata adottata dalla commissione disciplinare. Il lavoratore è impiegato all’Ufficio tecnico. Un’iniziativa, quella della costituzione di parte civile, mai adottata prima d’ora da via De Nicola nei confronti di un proprio lavoratore. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati, per l’uomo ora è arrivato anche il rinvio a giudizio. Come detto, il Comune è parte offesa nel procedimento che vedrà la prima udienza il prossimo 9 novembre.

LE INDAGINI – I fatti risalgono al 2014 e riguardano la richiesta di permesso a costruire inoltrata da un cittadino agli uffici in cui lavora il dipendente ora imputato. Quest’ultimo, secondo i magistrati, avrebbe dichiarato falsamente che il manufatto oggetto della richiesta di lavori non solo esisteva già, ma che ricadesse anche in un’area non sottoposta a vincoli. Le indagini dei carabinieri, però, avrebbero dimostrato che non era stato ancora realizzato nulla all’epoca dei fatti, e che quell’area fosse in realtà gravata da diverse limitazioni. L’iter della pratica era continuato in altri uffici, sulla scorta della documentazione firmata dall’imputato. Sempre secondo l’accusa, qui si sarebbe consumato il danno nei confronti dell’ente, con altri uffici caduti in errore grazie alla dichiarazione ritenuta mendace.

IL SINDACO – «E’ un segnale chiaro quello che intendiamo dare con la costituzione di parte civile – commenta il sindaco Antonio Sabino – Volendo sottolineare fortemente la nostra totale predilezione per la legalità. Ci costituiremo parte civile in tutti i futuri procedimenti che vedrà il Comune parte offesa».

COME POZZUOLI – Dunque, Quarto sulla scia del Comune di Pozzuoli, già da tempo allineato sulla stessa strategia giudiziaria, non solo nei processi per camorra, ma anche in quelli “minori” ma altrettanto numerosi come le occupazioni abusive di alloggi o reati in tema di edilizia.