QUARTO – Non accennano a placarsi le polemiche riguardanti la richiesta di una ditta di poter aprire in via Spinelli un sito di stoccaggio di rifiuti speciali non pericolosi. Ancora una volta è il Comitato a difesa della salute e dell’ambiente a puntare il dito contro l’amministrazione, a pochi giorni dalla conferenza di servizi sul tema a cui siederà anche il Comune di Quarto.

FORTE SCETTICISMO –  Il comitato sottolinea tutto il proprio scetticismo facendo sue le parole di Umberto Masullo, ex assessore al Bilancio durante l’amministrazione targata Movimento 5 Stelle poi dimessosi nel dicembre del 2015. «A pensar male si fa peccato, però è indiscutibile che nell’area dei rifiuti si opera con poca trasparenza e nella regione Campania questo settore è, universalmente riconosciuto, un ricco business nelle mani di pochi operatori per lo più collegati tra di loro – scrive l’ex uomo della giunta Capuozzo – Esaminiamo il problema che si prospetta per il Comune di Quarto a seguito della conferenza dei servizi indetta per il 18 febbraio presso il Centro Direzionale di Napoli is. C/5 per discutere e deliberare sulla domanda presentata dalla MA.VI. srl ( di cui non si specifica la sede sociale , l’attività, il capitale sociale, la data di costituzione, di sicuro è una società a responsabilità limitata con tutte le limitazioni che la caratterizzano) tesa ad ottenere l’autorizzazione per un impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi, da realizzarsi nel comune di Quarto alla via Spinelli 2. Da un colloquio preliminare avuto con l’amministrazione si è appreso che i rifiuti oggetto dello stoccaggio e trattamento dovrebbero essere quelli derivanti dall’edilizia, quindi non pericolosi,( anche se spesso tra questi inerti dell’edilizia si ritrova anche dell’amianto) e che l’amministrazione chiederà ogni possibile assicurazione e creazione di strumentazione atta al contenimento delle polveri, dei rumori, della viabilità nonché il rispetto dei vincoli paesaggistici e archeologici. La soddisfazione di tali richieste, condiziona l’assenso del rappresentante di Quarto alla concessione dell’autorizzazione, solo che l’art.208 Dlgs. 152/2006 comma 3 recita : “La decisione della conferenza dei servizi è assunta a maggioranza” per cui una sola noce nel sacco non fa rumore. Si ha la sensazione che questa conferenza dei servizi sia solo un pro-forma per dare veste di pubblicità e legalità ad una decisione già precostituita. Ci auguriamo di essere smentiti». Dunque, ancora polemiche e tanti dubbi per una vicenda destinata ad alimentare a lungo nuovi attacchi al secondo piano di via De Nicola.