casal_principeQUARTO – Niente da fare, anche il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato dalla ditta Na.Co. Costruzioni che avrebbe dovuto occuparsi dell’ampliamento di via Seitolla, se non fosse arrivata una interdittiva antimafia a bloccare la società. Il provvedimento, emesso dalla Prefettura di Caserta, riguarda presunti legami degli amministratori della società con il clan dei Casalesi.

SINDACO IN MANETTE – In particolare, da quanto si legge dalla documentazione elaborata dall’Utg casertano, è emerso che uno dei soci amministratori e responsabile tecnico della società sia stato controllato assieme all’ex sindaco di Casal di Principe, rimosso dopo una sentenza del Consiglio di Stato e arrestato il 6 dicembre 2011 in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere in quanto indagato per reati camorra. Inoltre, l’amministratore della società era stato l’organizzatore della campagna elettorale dello stesso sindaco e che l’altro socio amministratore della ditta di costruzioni è stato più volte controllato in compagnia del primo cittadino di Casal di Principe e di un altro pregiudicato e ha fatto parte del consiglio comunale casalese.

BROGLI ELETTORALI – E ancora, la moglie di uno degli amministratori è stata rinviata a giudizio nell’ambito di un procedimento penale aperto nel 2012 presso il Tribunale di Napoli per i reati di peculato, falsità materiale e falsità ideologica. Secondo l’accusa, la donna avrebbe agevolato il clan dei Casalesi mediante brogli elettorali, avendo consegnato a un complice le tessere elettorali di tre cittadini elettori, di cui aveva disponibilità, al fine di consentire al complice di far presentare ai seggi elettorali persone diverse dagli aventi diritto. Per tutto ciò la Prefettura di Caserta ha emesso l’interdittiva nei confronti della società che avrebbe dovuto svolgere lavori per conto del Comune di Quarto. Dopo la bocciatura del ricorso arrivata dal Tar nel gennaio scorso, ora è il Consiglio di Stato a pronunciare la parole “fine”. E a nulla sono valse le “rimostranze” della società tendenti a smontare il teorema della Prefettura e dei giudici amministrativi.