canale_crocilloQUARTO – «Bisogna fare presto, non c’è da perdere nemmeno più un minuto». E’ trascorso un mese da quello che suonava come un appello, lanciato dal sindaco Capuozzo a chi è direttamente competente sulla gestione dei canali e delle vasche della città.

LA MINACCIA – Quattro settimane dopo, però, pare che di passi avanti non se ne siano fatti. Basta dare uno sguardo alle condizioni in cui si trovano due dei punti più critici e da sempre teatro di allagamenti ed enormi colate di fango: via Cuccaro e via Crocillo. Ebbene, nel primo caso la vasca che dovrebbe “accogliere” l’acqua piovana dalla vicina collina è praticamente già piena di terreno. Una enorme quantità di melma sta lì ad aspettare che altro fango venga giù con conseguenze ampiamente note. Il fango scivolerà su altro fango invece che sul cemento, rallentando sensibilmente la sua “corsa”. Identica situazione in via Crocillo dove ad ottobre venne ripulito il canale, spostando massicce quantità di terreno e portandolo altrove. Ma nel frattempo altri detriti sono scesi giù e la sezione del canale appare oggi ridimensionata non di poco rispetto a quanto si poteva osservare poco più di un mese fa. Ed anche qui il “letto” sul quale dovrebbe scorrere l’acqua non è altro che un tappeto frenante, già ricolmo di detriti.

IL TEMPO PERSO – La causa è da ricercare a monte, e non si tratta di una figura retorica. Fin quando non verrà ripristinata la canalizzazione originale lungo le colline, il fango troverà sempre nuova vie per arrivare a valle. E ciò che si è visto dopo gli ultimi acquazzoni ne sarà ancora una volta la naturale conseguenza. A chi rivolgere, dunque, l’appello? Secondo l’amministrazione comunale è solo al Genio Civile e quindi alla Regione, competente su canali e vasche. A settembre vennero sbloccati 64mila euro per i lavori più urgenti, quelli di ripulitura dai canali maggiormente ostruiti. Lavori che vennero “gestiti” direttamente da via De Nicola. Grazie ai ribassi presentati dalla ditta che li eseguì, di euro ne sono “avanzati” circa 30mila. Che ptrebbero essere utilizzati per ulteriori lavori. Tra questi anche il ripristino delle griglie che in quasi tutti i casi sono letteralmente “saltate”. Nonostante i continui solleciti, però, pare che per sbloccare le somme avanzate serva altro tempo.

I PROGETTI – In tutto ciò si inseriscono i preogetti a medio termine, del valore di circa 2 milioni di euro, e riguardanti la totale “ricavatura” delle vasche Cuccaro, Crocillo e Caselanno. Ma prima della prossima primavera non si vedrà nessun operaio all’opera. In via Cupa Lava ci sono ancora le bande bicolore lì dove fiumi di fango inondarono la strada. E qui entra in gioco un altro “corresponsabile”, il Comune di Marano. E siamo già a due “imputati”. La voce grossa dell’amministrazione di Quarto di un mese fa oggi appare un cinguettio visto gli effetti che ha avuto. Un cane che si morde la coda, in altre parole. E all’orizzone le fin troppo facilmente prevedibili nuove piogge. Di tempo se ne continua a perdere e le parole spese per raccontare ancora una volta la stessa identica situazione iniziano a scarseggiare.