di Alessandro Napolitano

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La villa confiscata al boss Perrone

QUARTO – La villa, confiscata a Roberto Perrone, ex capozona del clan Polverino ed ora collaboratore di giustizia, non è l’unico bene ad essere stato sottratto alla malavita organizzata a Quarto. Da oltre 20 anni l’ex cementificio di via Marmolito non è più nella disponibilità dell’organizzazione del boss Giuseppe Polverino. Ma è rimasto abbandonato, ogni progetto per la sua trasformazione non è andato in porto.

BENI ABBANDONATI – A ricordarlo è Corrado Gabriele, membro della commissione regionale anticamorra, che lancia un appello alla prossima amministrazione comunale che presto si insedierà a via De Nicola: «La volontà manifestata dal Comune di Quarto, che intende acquisire al patrimonio immobiliare la villa del boss Roberto Perrone per destinarla ad usi sociali, è un atto di estrema importanza. Troppo spesso i beni confiscati alla criminalità organizzata restano inutilizzati. Basti pensare alle condizioni vergognose in cui versa l’ex cementificio di via Marmolito, sempre a Quarto, confiscato alla camorra negli anni ’90. Il bene, nonostante sia stato acquisito al patrimonio comunale nel 2002, è ancora abbandonato al degrado e all’incuria e chiuso ai cittadini. E’ evidente che negli ultimi anni è mancata la volontà politica di restituire una struttura così grande, in cui molto si poteva fare, alla comunità».

NON BASTA LA CONFISCA – Una volontà latitante, dunque, secondo il consigliere regionale. Ma tra un mese Quarto torna al voto. Un’occasione, per la città, affinchè venga affermata con forza la voglia di trasformazione. «La prossima amministrazione cittadina dovrà quindi attivarsi per affidare, in tempi celeri, questa e le altre strutture confiscate sul territorio. Sia io, nella commissione anticamorra, che Marco Di Lello, nella commissione parlamentare antimafia, ci siamo sempre impegnati affinché si trovasse una soluzione definitiva per i tantissimi beni confiscati presenti sul territorio. Per combattere in maniera efficace la camorra non basta confiscare gli immobili frutto delle attività criminali, ma è necessario restituirli alla comunità e utilizzarli come centri di aggregazione sociale e occasione per il rilancio del territorio. Lasciare queste strutture inutilizzate, abbandonate, significa darla vinta alla criminalità organizzata. Il mancato utilizzo dei beni confiscati è una problematica che investe non solo il comune di Quarto o l’area flegrea, ma tutta la regione. Come rappresentanti dei cittadini dobbiamo impegnare le nostre forze per favorire il lavoro delle associazioni di volontariato e del terzo settore che vogliono utilizzare i beni confiscati a scopo sociale. In tal senso bisogna lottare anche per snellire la burocrazia».