QUARTO – Revocata l’ordinanza sindacale con la quale erano stati di fatto “congelati” i lavori di installazione di un’antenna 5G in via Cocci. Il provvedimento era stato visto dagli scettici della nuova tecnologia per la telefonia mobile come una sorta di freno al 5G sull’intero territorio di Quarto.

IL PROVVEDIMENTO REVOCATO – L’ordinanza dello scorso 4 dicembre era stata firmata dal sindaco Antonio Sabino anche a seguito delle proteste dei residenti, non solo preoccupati per l’impianto già esistente, ma soprattutto per quelli di ultima generazione. Il documento ordinava lo stop ai lavori fino a quando l’Arpac non avesse comunicato i risultati dei controlli effettuati nella zona. Secondo l’agenzia, che ha inviato sul posto i suoi tecnici lo scorso 26 novembre «i valori rilevati durante l’intervento di misura rientrano nei limiti fissati dalla normativa italiana». La revoca del provvedimento, però, ha subito scatenato le polemiche.

LE NUOVE POLEMICHE – Dai banchi dell’opposizione è stato durissimo il consigliere comunale Davide Secone: «Il sindaco è un cerchiobottista. Ha firmato un’ordinanza che non serve assolutamente a niente se non per mantenere un po’ di consenso elettorale, visto che in quella zona ha preso un sacco di voti. Era un modo per gettare fumo negli occhi delle persone. E’ chiaro che questa amministrazione non abbia alcuna intenzione di fermare il 5G sul territorio di Quarto, e checché ne dica che la salute dei cittadini sia prioritaria, fondamentalmente non ha il coraggio di fare nulla. L’amministrazione potrebbe produrre atti per bloccare la nuova tecnologia così come avviene in tantissimi Comuni d’Italia».

PROTESTA IN STRADA – Sempre dall’opposizione consiliare, ma sul fronte opposto, è intervenuta anche Rosa Capuozzo, scesa in strada assieme ai residenti di via Cocci: «Mi sembra assurdo che la forza di questi cittadini non sia utilizzata dal sindaco per far sì che la cittadinanza non sia vessata da questa nuova tecnologia che potrebbe far male. I controlli sono stati fatti sul 3G e non sul 5G che si andrà ad installare. E ciò mi sembra una presa in giro, anche a livello tecnico».

“5G? SAREMO VIGILI” – Getta acqua sul fuoco lo stesso primo cittadino: «Non c’erano più i presupposti per mantenere in vigore quell’ordinanza, visto che questa dipendeva dall’esito dei controlli dell’Arpac, tra l’altro in linea con la normativa vigente. Per quanto riguarda la nuova tecnologia, saremo ovviamente vigili e chiederemo ulteriori controlli per verificare che le emissioni siano in regola. Erano 20 anni che non si facevano simili analisi sul territorio. Inoltre, lavoreremo per un nuovo regolamento in materia e attiveremo un tavolo ad hoc».