NAPOLI – “Se le tue fotografie non sono buone, significa che non eri abbastanza vicino”, lo ha detto Robert Capa, uno dei più grandi fotoreporter di tutti i tempi. Dunque il segreto è “getting closer”, accostarsi il più possibile al soggetto che si fotografa, che è anche un imperativo morale del nostro lavoro. Vicinanza emotiva, prima, ed oltre, che fisica. Solo se si comprendono le ragioni delle persone alle quali ci accostiamo, possiamo far bene la nostra professione che è, prima di tutto, una missione civile. Proprio per avvicinare alla complessità del nostro lavoro abbiamo invitato undici fotografi professionisti a condividere con noi, per qualche giorno, il nostro quotidiano. Il dodicesimo scatto è di un poliziotto che ha vinto il concorso, ad hoc organizzato tra i nostri operatori. Dunque, dieci uomini e due donne che provengono dalle realtà più variegate, in termini geografici e professionali. Hanno realizzato dodici scatti estremamente diversificati. Foto sapientemente costruite in studio o “rubate” nel corso della nostra ordinaria attività operativa, in bianco e nero ovvero a colori. E ciascuna fotografia, nella sua unicità, contribuisce a restituire la poliedricità del nostro lavoro, che presenta un tratto comune: la straordinaria umanità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato. Da tutti noi, dunque, un augurio di uno straordinario 2018.