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POZZUOLI/ Villani spacca la maggioranza: in aula restano solo 5 consiglieri a sostegno del sindaco

POZZUOLI/ Villani spacca la maggioranza: in aula restano solo 5 consiglieri a sostegno del sindaco
  • Pubblicato30 Giugno 2026

POZZUOLI – Un consiglio comunale incandescente che consegna alla città una maggioranza a pezzi. Al termine di una maratona lunga tredici ore restano in aula appena cinque consiglieri a sostegno del sindaco Manzoni contro i sette dell’opposizione. Un dato politico preoccupante, aggravato da una serie di momenti che hanno fatto emergere tutte le debolezze di una coalizione debole che sembra andare avanti a tentoni. L’atto conclusivo di una giornata horribilis è stata la “sfiducia” all’assessore alla mobilità Vittorio Gloria, arrivata durante la discussione del punto all’ordine del giorno che riguardava l’ormai famosa delibera anti bus al porto. Qui, anziché votare, il sindaco e i 5 consiglieri della maggioranza rimasti in aula si sono astenuti, mentre Pastore e Guardascione (con Di Dio assente) del gruppo “Pozzuoli al Centro” che sostiene Gloria hanno lasciato anzitempo l’aula dopo il duro attacco sferrato da Antonio Villani. Un chiaro segnale di sfiducia confermato dall’intervento del consigliere di maggioranza Enrico Russo che ha parlato di “errori” e del sindaco che poi ha aperto a una nuova discussione sul tema.

L’ACCUSA – Ma è stato proprio Villani, consigliere vicino al vicepresidente della regione Mario Casillo, a fare saltare il banco con un intervento di alto spessore istituzionale che, però, non è andato giù ai vari Pastore, Cossiga, Pafundi e Guardascione. Intervento arrivato dopo la richiesta, da parte della maggioranza, di invertire i punti all’ordine del giorno per approvare i debiti fuori bilancio. «Non me ne vogliono i colleghi della maggioranza, anche alla luce di quanto è accaduto in passato, ma avrei preferito iniziare con temi che interessano la città e poi passare ai debiti fuori bilancio che sono atti puramente tecnici. – ha detto Villani – Ho capito che non c’è questa intenzione. Se la maggioranza dovesse lasciare l’aula io annuncio che resterò in aula per rispetto delle istituzioni. Io questa mattina ero impossibilitato a venire per degli impegni improrogabili ma ora sono in aula perché ho mantenuto fede al mio impegno e sono qui per discutere.»