POZZUOLI/ Versioni discordanti, è giallo sulla presunta aggressione alla titolare dell’agenzia di viaggi accusata di truffa da oltre cento clienti
POZZUOLI – Due versioni discordanti fornite ai carabinieri. E i riscontri sul posto che non coincidono con la telefonata al 112 che denunciava la “presenza di due uomini incappucciati” e una “aggressione” a Monica Grande, la 48enne titolare dell’agenzia “Viaggiare con Averno”. Incongruenze finite nel mirino degli inquirenti che indagano sull’ipotesi di reato per truffa aggravata a carico della donna, accusata da 103 persone di avere incassato soldi per vacanze e viaggi mai effettuati. Centotre denunce depositate presso gli uffici della Compagnia carabinieri di Pozzuoli che hanno fatto lievitare a circa 300mila euro la stima del bottino di quella che, a detta dei clienti, sarebbe la truffa consumata ai loro danni. Presunta truffa (con condizionale d’obbligo) come presunta sarebbe stata l’aggressione ai danni di Monica Grande che avrebbe dato due versioni discordanti dell’accaduto, fornite ai militari in due momenti diversi.
I FATTI – Ma andiamo con ordine. Che ci sia stato – giovedì scorso – un deprecabile e vergognoso tentativo di intrusione all’interno dell’abitazione della Grande a Pozzuoli sarebbe fuori dubbio, visto che l’episodio è stato ripreso dalla figlia della donna. Nel breve video divulgato si vede e si sente un uomo urlare e rivendicare una somma di denaro. «Ho detto che non ti tocco, apri. Voglio i soldi miei» ha urlato in dialetto l’uomo, battendo con forza i pugni contro la porta d’ingresso della casa dove la 48enne vive insieme alla figlia minorenne «Non ce li ho i soldi» è stata la risposta della donna «Non ce li hai? Te li faccio uscire io» ha poi concluso il presunto cliente prima di andare via. Rintracciato e identificato è stato denunciato poco dopo dai carabinieri che nel frattempo erano giunti sul posto.
LE INCONGRUENZE – Ed è proprio qui che emerge l’incongruenza che ha fatto accendere la spia agli inquirenti, che stanno lavorando per chiarire la dinamica, ovvero tra il contenuto della chiamata al 112 e i riscontri arrivati dall’intervento e dal video stesso. A chiedere aiuto non sarebbe stata la vittima bensì il suo avvocato il quale avrebbe descritto una scena diversa da quella che si è presentata dinanzi ai militari che non hanno riscontrato segni di violenza sulla donna né “la presenza di due uomini incappucciati” e né la casa “messa a soqquadro”. Ad agire, infatti, sarebbe stato un solo uomo a volto scoperto. Dunque, perché due versioni differenti? E’ l’interrogativo che alimenta un giallo reso ancora più fitto da altri due episodi: Monica Grande ha sporto denuncia solo due giorni dopo, nonostante l’avvocato affermasse il contrario; e, inoltre, la versione fornita in sede di denuncia sarebbe risultata diversa dalle SIT (Sommarie Informazioni Testimoniali) rese dalla donna all’arrivo dei carabinieri della stazione di Pozzuoli.
LA BATTAGLIA LEGALE – Nel frattempo va avanti la battaglia legale da parte delle 103 persone che hanno sporto finora denuncia e che chiedono di riavere indietro i propri soldi. Dal canto suo Monica Grande, che ha annunciato la volontà di voler risarcire tutti, ha rivendicato il suo sacrosanto diritto a poter vivere in serenità, lontana da ogni tipo di minaccia e violenza.





























