luigi mattera ppPOZZUOLI – C’è anche il nome di Luigi Mattera alias “Cicciotto il fioraio”, 43 anni, ucciso il 7 settembre scorso a Varcaturo mentre si trovava alla guida dell’auto della figlia del boss Gennaro Longobardi, nelle oltre 200 pagine dell’ordinanza “Iron Men”. Per lui la richiesta cautelare è stata revocata in seguito al decesso. Mattera è accusato di operare come finanziatore e intermediario per conto dei fratelli Ferro e, successivamente, per Nicola Palumbo. Secondo l’accusa e le parole dei collaboratori di giustizia forniva partite di cocaina, hashish e marijuana destinate alle basi di spaccio di Pozzuoli.

UOMO DEI FERRO – “Cicciotto” – secondo le parole del collaboratore di giustizia Napoleone Del Sole – era ritenuto un affiliato al gruppo dei fratelli Ferro e fornitore del gruppo di “Faccia abbuffata”. Un giro d’affari con percentuali sui ricavi che superavano i 10mila euro mensili.

DROGA PER I CAPI PIAZZA – Stando alle parole dei collaboratori “Mattera faceva pervenire la droga ai capi-piazza Giuseppe Rocco, Pio Aprea detto “Piariell”, Angelo Capaccio e Giuseppe Carotenuto alias “Pinuccio ‘a ricotta”. Droga che in parte sarebbe stata acquistata a Marano e in particolare da un affiliato al clan dei Polverino “Il fumo lo prendeva a Marano, dai figli di…un affiliato al clan dei Polverino...- racconta il collaboratore di giustizia Giuseppe Rocco – mentre l’erba se la procurava da un certo…amico di  Pinuccio a ricotta che lo presentò sia a me che a Cicciotto. Quanto alla cocaina…mi disse che era cosa sua, era gestita da lui..”