Filippo Lucignano

POZZUOLI – Dopo 20 giorni è uscito dal carcere Filippo Lucignano, 50 anni, operaio edile, che l’otto aprile scorso uccise suo fratello Rosario, 44 anni, anch’egli operaio e con diversi precedenti penali alle spalle. Nei confronti dell’uomo il Tribunale del Riesame di Napoli ha accolto l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato Marcello De Fraia, disponendo gli arresti domiciliari. Le motivazioni del provvedimento saranno rese note entro 90 giorni dai giudici che hanno ritenuto di revocare la misura cautelare in carcere. Filippo Lucignano, reo confesso, è accusato dalla Procura della Repubblica di Napoli di omicidio con l’aggravante dei futili motivi.

Rosario Lucignano

LA TRAGEDIA – I due fratelli, entrambi celibi, vivevano nell’abitazione al civico diciannove di via Catullo, nelle cosiddette case dei “carrarmati gialli”, insieme alla madre di 78 anni, unica testimone oculare dell’omicidio. Stando alla ricostruzione dei fatti Filippo, dopo l’ennesima lite, nella notte tra il 7 e l’8 aprile scorso prese un coltello e colpì più volte suo fratello fino ad ammazzarlo. Alla vista dei poliziotti del commissariato di Pozzuoli giunti sul posto esclamò «Sono stato io. L’ho ucciso io». Un dramma maturato in un contesto difficile, esasperato proprio da Rosario, il più piccolo dei figli della donna, la cui vita da tempo era stata segnata dall’uso di alcol e sostanze stupefacenti: l’uomo si era reso in più occasioni protagonista di minacce e violenze proprio nei confronti della madre e del fratello maggiore. Mai denunciate.