parmalatPOZZUOLI- Un sequestro di beni per oltre 23 milioni di euro, eseguito nei confronti di sei persone fisiche e tre società, tutte operanti nel settore della grande distribuzione. E’ il risultato di un’indagine partita da Pozzuoli nel 2010, quando la Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Napoli, eseguì una vasta operazione che coinvolse aziende nel complesso San Martino.

DA POZZUOLI IN EMILIA- Dopo oltre cinque anni, le indagini sono proseguite e si sono spostate in Emilia Romagna. Dove questa mattina le fiamme gialle, su ordine della Procura di Forlì, hanno eseguito il maxi-sequestro. L’ipotesi di reato è quella di frode fiscale. A far partire le indagini fu una denuncia della Parmalat. Il meccanismo vedrebbe alcune società commercializzare prodotti alimentari destinati al mercato estero. Questi, invece di finire fuori frontiera, sarebbero finiti nel mercato interno e in particolare in Campania. I prodotti sarebbero stati addirittura venduti a prezzi molto al di sotto di quelli “ordinari”. Oltre ad aggirare il fisco, non comunicando i corrispettivi Iva, sarebbero stato occultati anche i redditi percepiti da parte degli indagati: 38 in tutto, tra questi colui che è considerato il “capo”, un cesenate di 54 anni.