POZZUOLI – Ben tre omicidi, tutti commessi nel 2008, e che ora potranno conoscere loro verità giudiziaria. Sono quelli che hanno visto morire Gennaro Perillo, Michele Iacuaniello e Gennaro Di Bonito, durante quella che si potrebbe definire la terza faida della mala flegrea. Il processo inizierà il prossimo 18 ottobre e vedrà alla sbarra quattro imputati: Antonio Luongo, Procolo Pagliuca, Antonio Di Roberto e Mario Morgese. Tutti devono rispondere di concorso in omicidio aggravato dalla finalità mafiosa.

L’INIZIO DELLA FAIDA – Perillo venne colpito da diversi colpi di pistola il 5 febbraio di 11 anni fa, nei giardinetti del rione Toiano. Iacuaniello e  Di Bonito vennero invece investiti da una raffica di colpi di mitraglietta Uzi mentre viaggiavano su uno scooter lungo la variante Anas, all’altezza dello svincolo di Monterusciello Nord-Quarto. Era il 26 giugno dello stesso anno. Entrambi i fatti di sangue, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, si inquadrano nell’allora lotta fratricida in atto all’interno del clan Longobardi-Beneduce, per il controllo delle piazze di spaccio e del racket ai danni di commercianti ed imprenditori.

L’ONTA DA LAVARE – In particolare, il duplice omicidio  Iacuaniello e  Di Bonito sarebbe stata una risposta ad un affronto subito dalla famiglia Pagliuca, braccio destro del boss Gennaro Longobardi, quando alcuni colpi di pistola vennero sparati contro il capannone che ospitava il rimessaggio di barche gestito dalla famiglia, nel cuore del rione Toiano. Nel processo, che si celebrerà con il rito abbreviato, il Comune di Pozzuoli sarà parte civile.