Blitz Usura (1)POZZUOLI – Un componente storico del clan Longobardi-Beneduce di Pozzuoli finito in manette durante due maxi blitz contro la camorra locale: quello al mercato ittico nel 2003 e nel 2010 insieme ad altri 84 affiliati durante l’operazione “Penelope”. Precedentemente un agguato ai suoi danni durante il quale rimase ferito il 1 gennaio del 1996. Sono queste le 3 tappe principali della storia di Giuseppe Trincone, 60 anni, detto “Peppe ‘o Licc”, arrestato ieri dai carabinieri dell’Aliquota Operativa di Pozzuoli.

Giuseppe Trincone detto "Peppe 'o Licc"
Giuseppe Trincone detto “Peppe ‘o Licc”

L’ARRESTO – L’uomo è stato raggiunto da un provvedimento di determinazione di pene concorrenti emesso dalla Corte d’Appello di Napoli, dovendo scontare una pena residua di 2 anni, 4 mesi e 14 giorni di reclusione per associazione di tipo mafioso e lesioni personali aggravate. Il 60enne, ritenuto affiliato al clan, è stato raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere e trasferito a Poggioreale.

IL RACCONTO DEI PENTITI – Di Giuseppe Trincone, classe ’55, e dell’agguato ai suoi danni, che si colloca nella guerra di successione tra i Sebastiano-Bellofiore e i Longobardi-Beneduce, parlarono i collaboratori di giustizia Antonio Perrotta e Alessandro Lucignano che raccontarono: «Fu ferito da Giampaolo Villano. Io e Beneduce sapemmo dell’agguato mentre eravamo in Francia, perché il Beneduce ricevette una telefonata, non so da parte di chi» disse il primo, mentre Lucignano raccontò di aver assistito all’agguato consumato nel Rione Toiano durante il quale Trincone fu ferito al petto «Io ho assistito personalmente all’agguato,  poiché mi trovavo davanti al bar Fiore[…]sentii sparare, andai sul posto e vidi Trincone che era stato ferito al petto. Vidi anche la macchina che erano arrivati che una Fiat Uno turbo di colore grigia di proprietà di Giampaolo ‘o biondo».