di Alessandro Napolitano

bus_rinvioPOZZUOLI – E’ stata rimandata al prossimo 24 settembre l’udienza preliminare del processo sulla strage di Monteforte Irpino, dove persero la vita 40 persone che viaggiavano su un bus turistico. La decisione è stata presa dal Gup di Avellino, Gian Francesco Fiore, per un difetto di notifica riguardante alcuni degli imputati. I quali, a vario titolo, devono rispondere di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso in atto pubblico e omissione in atti d’ufficio.

LA CONTESTAZIONE – Alla sbarra anche Ciro Lametta, titolare dell’azienda del cui parco mezzi faceva parte il bus precipitato dal viadotto Acqualonga il 31 luglio di due anni fa. L’uomo è stato oggetto di pesanti accuse lanciate da alcuni parenti delle vittime giunti al centro congressi di Avellino che ospiterà il processo.

ALLA SBARRA 15 PERSONE – Il rinvio dell’udienza ha fatto crescere ulteriormente malumori tra chi, dal 2013, chiede giustizia. Tra gli imputati ci sono anche due funzionari della Motorizzazione Civile i quali avrebbero contraffatto la documentazione del mezzo, facendo risultare come “passata” una revisione che in realtà non sarebbe mai stata effettuata. E poi ancora vertici e responsabili di Autostrade per l’Italia che avrebbero omesso di segnalare lo stato di pericolo in cui si trovava il tratto stradale. In totale sono 15 gli imputati. Poco più di due settimane fa 45 persone avevano raggiunto un accordo con la Swiss Re International, colosso europeo delle assicurazioni, circa il risarcimento per alcuni parenti delle vittime.