POZZUOLI – Saranno ancora una volta gli avvocati degli imputati ad animare l’udienza di domani. Tra poche ore si torna in aula per il processo della strage di Monteforte Irpino. Così come già avvenuto la scorsa settimana proseguiranno le arringhe dei componenti del collegio difensivo. La sentenza è attesa, invece, per il 21 dicembre. Chiesti 10 anni per Giovanni Castellucci, attuale amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e per altri undici dirigenti e dipendenti della società. Il pubblico ministero Cecilia Annecchini ha invocato, inoltre, 12 anni per Gennaro Lametta, il proprietario dell’autobus; 9 anni per Antonietta Ceriola, ex funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli e 6 anni per il suo collega Vittorio Saulino.

IL PROCESSO – Le accuse ipotizzate per 13 imputati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni. Per Ceriola e Saulino il capo di imputazione è di falso in atto pubblico. A distanza di 5 anni potrebbe arrivare il verdetto. I familiari delle 40 vittime saranno presenti in aula nel giorno in cui sarà emessa la sentenza. La tragedia, registratasi il 28 luglio del 2013 lungo l’A16 sul viadotto Acqualonga di Monteforte Irpino, resta una ferita aperta per la città di Pozzuoli. Una pagina nera per vittime e sopravvissuti.