monteforte_domiciliariAVELLINO/POZZUOLI – Mancano 72 ore all’udienza preliminare del processo sulla strage di Monteforte Irpino, dove trovarono la morte 40 persone a seguito del terribile incidente che coinvolse il bus turistico sul quale viaggiavano. Giovedì il gup deciderà circa le 15 richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altrettante persone le quali devono rispondere, a vario titolo, di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico. Tra queste c’è l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci; l’ex direttore generale Giovanni Mollo; Gennaro Lametta, titolare dell’azienda di trasporti del cui parco mezzi faceva parte il bus precipitato dal cavalcavia Acqualonga sulla A16 e altre 10 persone.

DUE ANNI DALLA STRAGE – Le udienze si svolgeranno all’interno dell’ex carcere borbonico del capoluogo irpino, struttura adatta ad accogliere centinaia di persone, tante quante ne sono previste tra magistrati, legali, imputati, parenti delle vittime e parti civili. Ad oltre due anni dalla più grave tragedia stradale d’Italia, dunque, inizia il processo fino ad ora rimandato per alcuni difetti di notifica. Era il 28 luglio del 2013, una domenica di assoluta tranquillità per chi viaggiava su quel bus, di ritorno da un pellegrinaggio. Due le concause al centro dell’attenzione di chi ha indagato a lungo sul gravissimo incidente: la rottura dell’albero di trasmissione del bus che staccandosi avrebbe tranciato i cavi dell’impianto frenante e la solidità delle barriere protettive lungo quel tratto di autostrada. Il bus precipitò da un’altezza di circa 25 metri. Quasi tutti morirono sul colpo, compreso l’autista del mezzo, Ciro Lametta, fratello del titolare della ditta di trasporti.