di Gennaro Del Giudice

Il lato di via Miliscola dove è stato istituito il divieto di sosta
Il lato di via Miliscola dove è stato istituito il divieto di sosta

POZZUOLI – Negozi chiusi per un giorno e cinquanta commercianti che manifesteranno contro l’amministrazione comunale. E’ rivolta ad Arco Felice dopo l’istituzione del divieto di sosta in via Miliscola. Dopo le lamentele e gli incontri tra le parti delle ultime settimane, i commercianti passano ai “fatti” organizzando per mercoledì 6 agosto un corteo di protesta con partenza alle ore 9 dall’ufficio postale di Arco Felice e arrivo alla casa comunale del Rione Toiano, dove una delegazione chiederà un incontro con il Sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e i rappresentanti dell’amministrazione.

 

LA PROTESTA – I commercianti protestano contro la misura, entrata in vigore lo scorso 29 giugno, che prevede divieti di sosta in via Miliscola, lungo il margine della corsia che da Lucrino conduce verso Piazza Aldo Moro, provocando una grossa riduzione degli spazi disponibili per la sosta. Un dispositivo contestato da residenti, automobilisti e titolari di attività commerciali che chiederanno un “dietrofront” all’Amministrazione e l’istituzione di aree di sosta limitate a tempo dove oggi è in vigore il divieto e strisce blu lungo la corsia adiacente alle attività commerciale. Polemiche che ricordano quelle scaturite dall’entrata in vigore del piano traffico e dell’istituzione del senso unico che interessò via Marconi, il centro storico e via Pergolesi.

 

LO SFOGO – «Ci hanno tagliato le gambe, stiamo registrando il 60% delle perdite e i negozi di Arco Felice oggi sono deserti – accusa Dionisio Bellofiore, storico negoziante della zona – siamo di fronte ad un’amministrazione comunale che anziché agevolare il nostro lavoro, lavora contro di noi, come in passato hanno fatto le altre amministrazioni. Arco Felice è distrutta sia da un punto di vista economico che strutturale. Abbiamo strade dissestate, marciapiedi distrutti e mancano panchine. La nostra sarà una protesta civile, si tratta di una prima azione per dimostrare che siamo presenti».