Michele Zagaria, capo indiscusso del clan dei casalesi
Michele Zagaria, capo indiscusso del clan dei casalesi

POZZUOLI – Ci sono anche cinque puteolani nell’inchiesta denominata “Zenit” che ha portato all’arresto di 11 persone accusate di aver gestito sale da gioco clandestine per conto del clan dei casalesi. I carabinieri del Ros di Napoli, distaccamento di Caserta, hanno eseguito le misure in diversi Comuni del casertano. Oltre ai destinatari della misura cautelare, ci sono i cinque puteolani indagati a piede libero. Si tratta di C.I., 48 anni; G.D.P., di 35; D.V., di 30; G.C., di 38 e B.C., di 58.

GIOCO D’AZZARDO NELLE MANI DELLA CAMORRA – Le indagini della Procura Antimafia di Napoli hanno portato ad ipotizzare nei confronti dei soggetti destinatari delle misure restrittive i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, gestione illecita del gioco d’azzardo on-line e raccolta illegale di scommesse su eventi sportivi, aggravati dalle finalità mafiose. Per chi è indagato a piede libero, invece, vengono contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, anche in questo caso aggravati dalle finalità mafiose. «I provvedimenti – spiegano dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli – fanno parte di una più ampia indagine, denominata convenzionalmente “Zenit”, sviluppata sempre dal Reparto Anticrimine di Napoli nei confronti di una articolazione del clan dei casalesi riconducibile a Michele Zagaria e che ha già consentito, tra il dicembre 2015 e il marzo 2016, di trarre in arresto 30 indagati. Anche l’odierna operazione, come le precedenti, è il risultato degli esiti delle attività condotte per la ricerca dell’allora latitante Michele Zagaria, incentrate su due distinti gruppi criminali, quello di Casapesenna e quello di Trentola Ducenta, entrambi sotto il controllo del citato boss e rappresentati da personaggi ritenuti sua diretta espressione».

IMPOSIZIONE DI SLOT MACHINES – Le indagini, sempre secondo la Dda, «hanno accertato la gestione monopolistica, da parte del sodalizio, di sale giochi, centri scommesse ed internet point in alcuni comuni del casertano nonché’ l’imposizione e la distribuzione esclusiva di slot machines illecitamente modificate. Sono state inoltre documentate numerose estorsioni in danno di imprese ed attività commerciali e modalità di riciclaggio dei proventi attuate con il concorso di funzionari di banca compiacenti in favore di prestanome del sodalizio».