di Angelo Greco

Piazza della Repubblica
Piazza della Repubblica

POZZUOLI – Roma, Vienna e i paesini dell’Alsazia francese. Sono queste le immagini scelte dall’assessore all’Urbanistica, Roberto Gerundo, per illustrare il nuovo “Piano Dehors” voluto dal Comune di Pozzuoli. Immagini di ombrelloni spiegati tutti uguali che caratterizzano i centri storici di mezza Europa. Immagini che sembrano contrastare con le foto di Pozzuoli mostrate subito dopo dove l’approssimazione e – a detta dell’assessore – l’illegalità, regolano gli spazi di suolo pubblico dati in concessione agli esercizi privati.

 

Roberto Gerundo
Roberto Gerundo

IL PIANO – Entrando nello specifico il piano dei nuovi “gazebo” è chiaro: in piazza e nei vicoli del centro storico si potranno installare solo ombrelloni, sia a piede centrale che a braccio, con dei divisori non più alti di 1,40 metri. Secondo le slide mostrate gli ombrelloni e i tavoli dovrebbero essere piazzati nel centro della piazza lasciando libero il passeggio intorno. Per i vicoletti invece sarà possibile occupare il suolo a patto che tale occupazione non intralci eventuali mezzi di soccorso. Mentre a Via Napoli e sull’area del porto potranno restare anche le strutture a “quattro piedi”, sempre a patto che non siano chiuse (come accade oggi) se non con i divisori della stessa altezza prevista per il centro storico, e allo stesso tempo siano distaccate dai palazzi e lascino il giusto passaggio sul marciapiede. Una vera e propria rivoluzione soprattutto per gli esercizi del lungomare che dovranno sostituire le costose attrezzature installate, dove gli esercenti avranno 18 mesi per mettersi in regola.

 

L’ASSESSORE – «Con questo piano vogliamo portare un po’ di ordine dove fino ad oggi ha regnato l’approssimazione e in alcuni casi l’illegalità – chiarisce Gerundo – Gli standard scelti sono quelli che si vedono un po’ ovunque in Europa e non vedo perché a Pozzuoli debba essere un problema. Le concessioni di occupazione di suolo pubblico sono comunque sempre state annuali, dunque chi ha speso decine di migliaia di euro per struttura, spesso non a norma, non ha fatto un investimento felice. – Mentre sui mancati controlli e la mancata repressione dell’illegalità l’assessore precisa – L’illegalità alla quale siamo arrivati spesso è stata strisciante, si è iniziato con strutture a norma che piano piano sono state trasformate. Deve essere chiaro che qualunque sia la struttura non è possibile chiuderla per interno perchè si tratta di un abuso edilizio e rappresenta un reato penale».

 

LA POLEMICA – In aperta polemica le associazioni di categoria che invitate alla conferenza stampa hanno disertato l’incontro lamentando una pressoché nulla concertazione nelle scelte dell’amministrazione. A presentarsi a Palazzo Toledo questa mattina solo Gianluigi Valente di Confartigianato, che da parte sua lamenta una totale estromissione del suo sindacato dalle trattative: «Questa amministrazione va avanti senza concertare le decisioni questa non è democrazia. Sullo specifico della questione dehors si sarebbe potuto andare avanti diversamente, nessuno dice che non si debba legalizzare, ma magari si sarebbe potuto dare più tempo per la messa in regola, 24 mesi anziché i 18 previsti ora».