di Alessandro Napolitano

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Prepensionamenti al Comune, parte (a sorpresa) la contromossa: si torna in tribunale

POZZUOLI – «Non faremo appello contro la sentenza, ma saneremo i punti sui quali si è basato l’accoglimento del ricorso presentato dai sindacati». Non sono trascorsi nemmeno dieci giorni da quando il sindaco della città, Vincenzo Figliolia, si esprimeva così riguardo alla possibilità di continuare la battaglia legale contro chi si era opposto all’idea di prepensionare 204 dipendenti comunali: Cisl e Uil.

DIETROFRONT A SORPRESA – Ed invece si tornerà in tribunale, mettendo in atto una decisa virata sulla “strategia” che l’amministrazione adotterà per far giungere in porto l’iniziativa volta a sforbiciare una fetta importante della dotazione organica di via Tito Livio. Secondo la documentazione che di fatto porterà la questione di nuovo nelle aule del Giudice del Lavoro, si tratterebbe di un suggerimento dello stesso avvocato che ha curato gli interessi del Comune in materia.

CAMBIO DI STRATEGIA – Suggerimento accolto e poi suggellato dalla formula di rito: «E’ intendimento di questa amministrazione di proporre opposizione avverso il citato decreto». Quello, appunto, del 18 marzo scorso che ha accolto il ricorso delle sigle sindacali. Secondo quanto aveva stabilito il giudice Paolo Scognamiglio, l’amministrazione comunale, nel trattare la questione con Cisl e Uil, avrebbe avuto una condotta antisindacale. Ma nella stessa sentenza c’è un “passaggio” sul quale l’amministrazione targata Figliolia avrebbe poggiato la sua iniziale strategia, quella cioè di riaprire la concertazione. E se dopo 30 giorni non si fosse raggiunto un accordo, il Comune avrebbe continuato dritto per la sua strada in maniera autonoma: «Se sindacati ed amministrazione non concordano sui criteri per gli esuberi e sulle modalità per porvi rimedio, comunque il potere decisionale ultimo resta all’amministrazione, che potrà agire in via unilaterale».

ADDIO (PER ORA) ALLA CONCERTAZIONE – Come detto, sarebbe dovuta essere questa la strada da intraprendere, almeno secondo le dichiarazioni “a caldo” del primo cittadino. Ma a quanto pare l’idea suggerita dalla parte legale ha stuzzicato il sindaco. Via al ricorso in appello, dunque.