POZZUOLI – Uno sciame sismico, composto da sei scosse di magnitudo compresa tra 0,1 e 1.2, è stato registrato, nella serata di ieri, dai sismografi dell’Osservatorio Vesuviano. L’evento più forte, accompagnato dal solito boato, è stato avvertito da molti residenti della parte alta della città; si è verificato alle 22:20, con epicentro in zona Solfatara-Pisciarelli ad una profondità di circa 3 Km. Anche gli epicentri delle altre scosse sono localizzati nella stessa area con profondità compresa tra 1,46 e 4,22 Km. Dall’Osservatorio Vesuviano fanno sapere che si tratta di eventi legati alla normale attività della caldera flegrea.

IL BOLLETTINO DI OTTOBRE – Durante il mese di ottobre 2018 sono stati registrati 62 terremoti localizzati nell’area compresa tra gli Astroni, Pozzuoli e l’Accademia Aeronautica. La scossa più forte di magnitudo 2.0 si è verificata il 12 Ottobre con epicentro nella zona di Cigliano-Astroni ad una profondità di 1,77 Km. La velocità di sollevamento media è, da Luglio 2017, pari a 0,7 cm al mese. La stazione GPS che ha fatto registrare il massimo innalzamento è quella del Rione Terra, rilevando un incremento di 31,5 cm rispetto a Gennaio 2014. L’incrocio dei dati provenienti da diversi sensori conferma che la sorgente di deformazione è localizzata nel Golfo di Pozzuoli a qualche centinaio di metri a sud del Rione Terra, producendo non solo una spinta verso l’alto ma anche un lieve spostamento in “direzione Bagnoli”. L’analisi termografica delle aree della Solfatara e Pisciarelli, mostra nel mese di ottobre un lieve incremento dei valori di temperatura, più marcato per la seconda zona. Dai rilievi geochimici risulta che il flusso di CO2 dal suolo continua a mostrare valori elevati in coerenza con quelli registrati nei periodi precedenti. il rapporto CO2/CH4 è rimasto pressoché costante rispetto al periodo precedente. La temperatura della fumarola di Pisciarelli ha mostrato un valore medio di circa 113 °C. Il Bollettino dell’Osservatorio Vesuviano si conclude con: «Sulla base dell’attuale quadro dell’attività vulcanica sopra delineato, non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine. N.B. Eventuali variazioni dei parametri monitorati possono comportare una diversa evoluzione degli scenari di pericolosità sopra descritti.Il monitoraggio dell’area flegrea permane al livello di “Attenzione”