di Gennaro Del Giudice

Il gioielliere Vincenzo Addati
Il gioielliere Vincenzo Addati

POZZUOLI – «Voglio portare la pelle a casa. Ora ho paura, ho una figlia e una moglie e non voglio che diventino orfana e vedova. Dopo quella rapina ho deciso di lasciare, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e da oggi dico basta». Vincenzo Addati ha lo sguardo fiero e lo spirito da combattente, ma addosso porta ancora i segni di quella violenta rapina finita nel sangue, la settima subita in 36 anni di attività. Dal 28 agosto scorso la sua vita è cambiata, le ferite provocate dai calci delle pistole si stanno rimarginando, quelle “dentro” restano. Da venti giorni pensa e ripensa a quei tragici momenti, ai due rapinatori con le facce da bravi ragazzi che lo hanno picchiato brutalmente, ad una vita vissuta in un negozio dall’età di 14 anni quando da ragazzino imparava dal suo papà i “trucchi del mestiere”.

 

L'annuncio di vendita sulla bacheca di "Subito"
L’annuncio di vendita sulla bacheca di “Subito”

ATTIVITA’ IN VENDITA – Vincenzo Addati, il gioielliere che appena 20 giorni fa reagì a due balordi (un 18enne e un 20enne di Giugliano subito dopo arrestati dalla Polizia) che volevano svaligiare il suo negozio e portare via i sacrifici di una vita ha detto “basta”, ha deciso di chiudere e mettere in vendita il suo negozio in piazza della Repubblica perché da quel maledetto giorno ha paura. Ha paura di lavorare a Pozzuoli, in quel centro storico per il quale, da commerciante e da presidente dell’Ascom Confcommercio, ha ripetutamente chiesto sicurezza, vivibilità, programmazione alle amministrazioni che si sono succedute nel corso degli anni. Oggi quel negozio è in vendita sul sito di annunci commerciali “Subito.it”. La foto del locale illuminato sembra una delle tante che spopolano tra le pagine del portale, ma in realtà dietro a quell’annuncio con immagine si nasconde una storia di gioie e sofferenze.

 

LA PAURA – «Chiudo per molteplici motivi, forse lo avrei fatto lo stesso perché non esistono più le condizioni per continuare, ma la rapina subita venti giorni fa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso – racconta Vincenzo Addati mentre il telefono squilla ripetutamente dopo che la notizia ha iniziato a fare il giro della città – Purtroppo tante cose nel corso degli anni non si sono concretizzate, come il rilancio del centro storico, la sicurezza, la videosorveglianza che anche dopo il mio caso è stata annunciata, e la mancanza di una vera programmazione da parte delle amministrazioni che hanno governato questa città. Dopo la rapina subita ho paura, entro nel negozio e sembra che da un momento all’altro possano venire a rapinarmi di nuovo, quando vedo un giovane alla porta lo guardo e riguardo prima di aprire. In alcuni casi non ho neanche aperto. E così non si può andare avanti».