POZZUOLI – Sono trascorsi oltre due mesi dalla morte di Sebastiano Marino, l’operaio impiegato nel cantiere aperto per i lavori di rifunzionalizzazione dei tratti fognari e stazioni di sollevamento sul lungomare Sandro Pertini. Dallo scorso 21 novembre, giorno della tragedia, l’area di cantiere è sotto sequestro, così come fermi risultano ovviamente i lavori affidati alla ditta di Quarto Al.Fi. Srl nel febbraio del 2018. Il Comune si sta ora attivando per il dissequestro del cantiere, in modo da poter procedere alle normali attività di manutenzione degli impianti oggetto dei lavori. Sulle cause del decesso dell’operaio pare non ci siano più dubbi. L’uomo rimase infilzato da un tondino di ferro, perdendo la vita alcune ore dopo essere stato portato in ospedale dai suoi stessi colleghi. Resta da stabilire – grazie alle indagini della polizia del commissariato Bagnoli e ai rilievi di quelli di Pozzuoli –  se in quel cantiere fossero state rispettate tutte le misure di sicurezza a protezione dei lavoratori. Nel procedimento penale aperto dalla Procura di Napoli risultano indagati i due titolari della ditta edile.