POZZUOLI – Aveva il colpo in canna la pistola che Vincenzo Perillo detto “Pippo Baudo” aveva addosso quando è stato bloccato dalla Polizia nella piazza di spaccio di Licola mare. Forse per “marcare” il territorio o in segno di “sfida” verso i capipiazza della zona, il 44enne storico affiliato al clan di Gaetano Beneduce ieri pomeriggio aveva con sé una semiautomatica con matricola abrasa, completa di caricatore con 6 cartucce calibro 9×18 di cui una in canna; mentre nell’auto aveva un borsello con altre tre cartucce dello stesso calibro ed un coltello a serramanico della lunghezza di circa 15,5 centimetri. Come anticipato ieri dal nostro giornale, Perillo è stato preso dai poliziotti del commissariato di Pozzuoli in via Del Mare, storica zona di spaccio già teatro negli anni di arresti e scontri tra gruppi criminali.

LA PISTOLA – E proprio sull’arma che nei prossimi giorni saranno effettuati esami balistici per capire se sia stata già usata in precedenza. All’attenzione ci sono anche cinque episodi dell’ultimo mese che rientrano nello scontro tra bande per il controllo delle piazze di spaccio nei quartieri. In particolare la gambizzazione del 21enne Nicolò Petralia nei 600 alloggi di Monterusciello e quelle del 54enne Luigi Del Giudice detto “O Lione” e del 43enne Girolamo Di Costanzo tra i “carrarmati” del Rione Toiano; gli spari contro la casa del pusher Michele Loffredo detto “fiet e cazetta”, sempre nei 600 alloggi; e contro l’androne della casa di Mario Pagliuca, nelle “case parcheggio” a Toiano. Vincenzo Perillo da ieri sera è rinchiuso nel carcere di Poggioreale dopo l’arresto per detenzione di arma clandestina e ricettazione.