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POZZUOLI/ Morto a 20 anni in un incidente, mamma Rosa: «Da 15 anni non esiste più niente»

POZZUOLI/ Morto a 20 anni in un incidente, mamma Rosa: «Da 15 anni non esiste più niente»
  • Pubblicato14 Maggio 2024

POZZUOLI – «Mario avrebbe compiuto 35 anni, invece me l’hanno ammazzato a 20. Sono 15 anni che vivo con il ricordo di mio figlio, 15 anni di dolore, 15 anni che non esiste più niente». Sono le parole strazianti pronunciate dalla mamma coraggio di Pozzuoli, Rosa Di Bernardo, nell’annunciare l’evento “35° compleanno di Mario Grieco”, organizzato in collaborazione con il comune di Marano di Napoli ed il programma il prossimo 19 maggio.

IL CASO – Era il 23 maggio del 2009 quando una vettura tagliò la strada a Mario Grieco (nella foto ndr), di ritorno a casa dal lido “Le Ancore”, a Licola. La Kimco People 200, alla cui guida vi era il 20enne, sbalzò per 40 metri, causando la morte, sul colpo del centauro. Alla guida dell’A3 un ragazzo che risultò positivo all’alcol ed in stato di ebbrezza. Quest’ultimo scappò dopo l’accaduto, lasciando la porta della vettura aperta, una quinta in marcia ed omettendo i soccorsi. L’accusa di omicidio colposo fu confermata al terzo grado di giudizio, constatando il 100% della responsabilità dell’imputato.

L’EVENTO – Alle ore 12 del 19 maggio si terrà la messa presso la parrocchia Maria SS. Immacolata, presieduta dal don Rosario Moxedano, in via Giordano Bruno, a Marano di Napoli. Nel corso della manifestazione verranno inaugurate due panchine nel nome di Mario Grieco, Luigi Ciaramella e di tutte le vittime della strada. Successivamente si terranno i saluti istituzionali del sindaco, Matteo Morra, e del vicesindaco, Luigi Carandente. Interverranno la presidente dell’Associazione Mamme coraggio e Vittime Della Strada ODV, Elena Ronzullo, e la vicepresidente Rosa Di Bernardo. Si terrà il volo dei palloncini in memoria delle vittime ed un buffet.

IL RICORDO E LA RABBIA – «Mario era un ragazzo speciale, premuroso, educato. Un ragazzo che amava la vita – racconta Rosa, vicepresidente dell’Associazione Mamme Coraggio e Vittime Della Strada ODV -. Allora, 15 anni fa, andava a scuola e a lavorare; gli piaceva molto. Ha fatto un po’ di tutto: dal muratore alla vendita porta a porta.  Tutto questo gli è stato spezzato perché ha lasciato il suo sangue sull’asfalto ed io non perdonerò mai colui che me l’ha ammazzato. Per me il perdono per queste persone non esiste. La legge gli ha concordato un anno e mezzo di pena sospesa. Che condanna è per un ragazzo che ha ucciso sulla strada? Chiamarono l’accaduto incidente stradale perché allora non esisteva ancora la legge dell’omicidio stradale. Ma oggi che la legge esiste, gli assassini continuano ad ammazzare, ad avere pene scontate e non avere condanne giuste.  La macchina è un’arma ed i giudici dovrebbero riflettere su questo, ma fanno sempre finta di nulla. Siamo sempre noi famiglie a tramortire nell’ergastolo del dolore. È Mario che mi dà la forza di andare avanti per una vita che ormai è una sopravvivenza. Chi lo ha ammazzato, avrebbe dovuto scontare l’ergastolo – conclude la vice presidente A.M.C.V.S. Odv – ma l’unico ergastolo evidente è solo quello del nostro dolore. Tutta la cittadinanza e tutti i familiari delle vittime della strada sono invitati a partecipare».

LE ASSOCIAZIONI – Elena Ronzullo (presidente A.M.C.V.S. Odv) ha espresso la sua vicinanza a Rosa di Bernardo: «Siamo soddisfatti del suo lavoro e dell’impegno profuso sul territorio da parte della nostra vicepresidente. Anche Marano avrà due panchine in ricordo di Mario Grieco, Luigi Ciaramella e di tutte le vittime della strada. Ogni panchina è un messaggio concreto per la società e vuole servire da monito per chi si mette alla guida non rispettando il Codice della Strada. Il nostro percorso continua e mira ad avere seguito in altre regioni d’Italia, come già avvenuto in diverse città. Invitiamo le famiglie delle vittime a portare avanti la nostra iniziativa sui rispettivi territori». Il presidente Alberto Pallotti e il vicepresidente Biagio Ciaramella dell’A.I.F.V.S. Odv e dell’A.U.F.V. Odv dichiarano: «Riteniamo che quello delle panchine sia un progetto valido e prontamente sostenuto anche dalle nostre associazioni. Insieme seguiamo una linea comune che è quella di essere presenti, come parte civile, nei processi delle famiglie che vogliono essere supportate in difesa delle vittime. Siamo la voce di chi non c’è più. L’abbiamo dimostrato in diverse assise e stiamo cominciando, tramite le inchieste condotte dal nostro vicepresidente e portavoce, a chiederci perché non siamo interpellati. Per questo facciamo capo ai ministeri competenti. Invitiamo i comuni di tutta Italia a promuovere eventi come sta facendo il comune di Marano di Napoli e siamo certi che la risposta sarà positiva».