Close
In Evidenza

POZZUOLI/ Monaco risponde a Figliolia: «Caro sindaco, non siamo in Russia»

POZZUOLI/ Monaco risponde a Figliolia: «Caro sindaco, non siamo in Russia»
  • Pubblicato5 Giugno 2021

POZZUOLI – «E’ da pochi istanti che “Uniti per Pozzuoli” ha saputo, da notizie di stampa, che il sindaco della città di Pozzuoli ha dimesso l’assessore Anna Maria Attore. Le modalità di dimissione tipiche del nostro sindaco, il quale, ancor prima della persona dimissionata, comunica alla stampa le stesse. E’ singolare, inoltre, affermare che è venuto meno il rapporto di fiducia con la nostra parte politica per la mancata firma da parte del nostro capogruppo in calce al documento proposto dalla maggioranza. E’ vero, abbiamo preso tempo in ordine alla nostra posizione, affinché il nostro gruppo politico fosse consapevole della posizione che avremmo dovuto assumere.» fa sapere in una nota il dirigente politico di “Uniti per Pozzuoli” Filippo Monaco in merito alla revoca delle deleghe all’assessore all’istruzione Anna Attore.

LA RUSSIA – «E’ bene, pur concordando sul lavoro fatto fino ad oggi dall’attuale amministrazione non avremmo concordato, sull’eventuale proposta di un nuovo programma, tra l’atro manchevole nel documento ma , sullo stile che oggi diventa sostanza nel dibattito politico. -aggiunge Monaco – Caro sindaco, non siamo in Russia, non amiamo la dittatura, ne fingersi democratico, per proporre poi la figura di un sindaco “burletta” che dopo alcuni mesi possa dimettersi a comando per fare di nuovo spazio a lei per eventuali altri dieci anni. Questo stile l’ha dimostrato la modalità con la quale ha dimesso il nostro assessore. Se questo è il futuro della nostra città ci guarderemmo bene da ricomporre una maggioranza insieme a lei. Uniti per Pozzuoli prende il largo da queste strane ipotesi di assetto politico della nostra città, sarà in grado di navigare ed aggregare forze politiche che, attorno ad un programma serio, percorribile, produrrà una maggioranza che non si inchini difronte al “signorotto”, ma che nasca dalla consapevolezza che essere comunità è meglio che essere dittatura.»