POZZUOLI – «L’intitolazione del campo del Parco Bognar a Loris e Daniele assume, per noi familiari, un significato profondo. Genera commozione nel rinnovare l’acuto dolore che proviamo quotidianamente da quel maledetto 28 ottobre 2006. Ma soprattutto ribadisce il valore della memoria nella sua accezione più autentica: quella di un ricordo privato che, a poco a poco ma inesorabilmente, diventa patrimonio collettivo» è quanto scrive Carmen Del Core, sorella di Daniele che questa mattina, insieme a decine di bambini, adulti e anziani ha preso parte all’intitolazione del campetto alla memoria dei due amici uccisi 15 anni fa da un 16enne «La violenza criminale ha impedito a Loris e Daniele di diventare grandi, di crearsi una famiglia, avere dei figli ai quali trasmettere l’ideale dell’amicizia che ha animato la loro breve esistenza e la passione per lo sport; la memoria, al contrario, anche attraverso l’intitolazione di questo campetto, compie un atto straordinario: rende Loris e Daniele eternamente giovani. I loro sorrisi simboleggiano l’entusiasmo tipico di chi ha tutta una vita davanti. Trasmettono speranza. La loro amicizia infonde fiducia in un mondo migliore, a maggior ragione in questo drammatico periodo, perché si nutre di altruismo fino all’estremo sacrificio».

LA LEZIONE – «Daniele -aggiunge Carmen- non ha esitato a difendere l’amico Loris dall’aggressione che stava subendo alla Solfatara di Pozzuoli più di 15 anni fa. Non ha esitato a sacrificare la sua stessa vita. Ci ha lasciato una lezione che, al pari del dolore, alimenta il nostro impegno quotidiano. Un messaggio semplice ma efficace: credete nei valori sani dell’esistenza, credete nel futuro, quello che a noi non è concesso vivere. E invece no, cari Loris e Daniele: voi siete vivi. Tremendamente vivi. La vostra amicizia non morirà mai e continua a correre ogni giorno sulle gambe di chi gioca e si diverte su questo campetto, che finalmente e giustamente porta i vostri nomi e che veicola, a maggior ragione, i valori genuini e autentici dello sport.»

L’APPELLO – “Mai per gloria, solo in memoria”. Questo è il nostro slogan. -prosegue – Solo in memoria. Perché, come diceva Umberto Eco, la memoria è la nostra anima. E la nostra anima, in questi 15 anni, si è lacerata, ha pianto, ha sofferto, ha gridato il suo dolore muto. Ma non si è arresa. E io voglio chiedere a tutti coloro che verranno a giocare su questo campetto un impegno: non dimenticate mai Loris e Daniele. Non li dimenticherete se veicolerete i loro stessi ideali. Non li dimenticherete se sceglierete la strada della legalità e della civile convivenza, del rispetto reciproco e della voglia di vivere. Non li dimenticherete se capirete che l’unica arma da scegliere è la cultura, la voglia di apprendere, il desiderio di crescere, la speranza nel futuro. Loris e Daniele il loro futuro non l’hanno mai vissuto. Sta a voi fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano».