TOZZI E DI BONITOPOZZUOLI – E’ scontro sulla presidenza della commissione ai lavori pubblici del comune di Pozzuoli. In un periodo di tensioni, mentre cresce l’attesa sui risultati dell’indagine dell’Antimafia su eventuali infiltrazioni della camorra su appalti e lavori pubblici in città, i Verdi attaccano duramente la scelta di votare come presidente della commissione il consigliere di opposizione Antonio Di Bonito che appena pochi mesi fa lasciò la maggioranza in rottura col sindaco Vincenzo Figliolia. Ad accusare di “scorrettezza” il Partito Democratico è il capogruppo dei Verdi Paolo Tozzi che definisce la scelta di un consigliere di opposizione come «azzardata che può aprire questioni di incertezza e sospetti in un momento così delicato per la città».  

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Il post di Tozzi contro il PD

CRISI IN MAGGIORANZA – I Verdi hanno definito il voto del PD uno “smacco” che potrebbe aprire addirittura una crisi nella maggioranza di governo. I democrat infatti – a detta di Tozzi – non avrebbero tenuto fede a un accordo che prevedeva l’elezione a presidente della commissione Lavori Pubblici del consigliere Maurizio Orsi.  «Non so per quali motivi non hanno voluto dare ai Verdi la presidenza ai lavori pubblici che sarebbe dovuta andare a Maurizio Orsi – dice Paolo Tozzi che ha esternato la propria rabbia e delusione anche attraverso la propria pagina Facebook – Chi meglio di noi avrebbe dato trasparenza in un momento così delicato? Purtroppo hanno prevalso altri ragionamenti».

IL VOTO – Ad Antonio Di Bonito sono andati i voti dei consiglieri del PD Elio Buono, Luigi Manzoni e Vincenzo Daniele, del membro dell’opposizione Salvatore Maione, mentre il presidente del consiglio Enrico Russo e il consigliere Tommaso Pollice si sono astenuti. «C’era un accordo precostituito con la nostra entrata in maggioranza, ma purtroppo il PD non rispetta gli accordi. A questo punto rivedremo la nostra posizione nella maggioranza visto che noi siamo corretti mentre il PD fa una politica di opportunità. Questi giochi con la sponda dei consiglieri di opposizione si pagano».