luigi mattera1aPOZZUOLI – Nell’auto del boss ucciso come un boss. Cosa ci faceva Luigi Mattera, titolare di una “paranza” al mercato ittico di Pozzuoli, nella Lancia Y intestata alla seconda figlia di Gennaro Longobardi? Tutto ruota attorno a questo interrogativo che gli inquirenti stanno cercando di sciogliere. Nella notte diverse persone sono state ascoltate nella caserma dei carabinieri di Pozzuoli, tra queste anche la moglie di Mattera sconvolta da una tragedia che ha portato via il padre delle sue bambine. Gli interrogativi su quello che ha tutti i crismi per essere considerato un omicidio di camorra sono molteplici: perché il 43enne si trovava nell’auto della figlia del boss? I sicari in quella vettura credevano di trovare Longobardi? Oppure Mattera, era una persona “vicina” al capoclan e hanno voluto colpire il boss libero da 4 mesi? Ipotesi quest’ultima che potrebbe essere il preludio di una nuova guerra di camorra. Esclusa quasi del tutto invece la pista dello scambio di persona.

IMG-20160907-WA0062IL MOVENTE – Ma chi ha mosso i killer che hanno ucciso con almeno tre colpi di pistola l’imprenditore ittico Luigi Mattera? Anche questo si chiedono i carabinieri della Compagnia di Giugliano che indagano insieme ai militari di Castello di Cisterna e di Pozzuoli. Forse è arrivata la “spaccatura” all’interno del clan Longobardi-Beneduce, gli “equilibri” dopo le ultime scarcerazioni “eccellenti” sono saltati? Il 20 maggio è uscito dal carcere il boss Gennaro Longobardi (attualmente sorvegliato speciale), il 2 luglio invece era toccato a Salvatore Ferro detto “Savio”, fratellastro dell’altro boss Gaetano Beneduce (attualmente detenuto). Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi e questi eventi potrebbero anche non avere alcun collegamento con i fatti di ieri.

Gennaro Longobardi
Gennaro Longobardi

L’AUTO DEL BOSS – Diverse le ipotesi in queste ore al vaglio dagli investigatori che stanno scavando nel passato e nelle frequentazioni di Luigi Mattera, persona con la fedina penale pulita. Due invece le domande a cui si cerca di dare risposte: cosa ci faceva in quella stradina, in pieno territorio giuglianese e in quell’auto che non poteva essere guidata dal boss in quanto sottoposto a misure restrittive e che, tra l’altro, non può nemmeno uscire dalla città di Pozzuoli? E perchè in territorio sotto l’egida del clan Mallardo di Giugliano?