POZZUOLI – Nella giornata di sabato, l’Associazione “Licola Mare Pulito” ha promosso e realizzato, con l’aiuto di volontari, una pulizia speciale della spiaggia di Licola. Dopo i temporali del 7 e 11 Settembre, come sempre accade, la foce dei canali di Quarto e Camaldoli ha riversato in mare rifiuti di ogni tipo che sono finiti inevitabilmente ad imbrattare i tratti di spiaggia vicini. Plastica, copertoni, vetro, canne e arbusti ed anche un sex toys.

L’INQUINAMENTO – Lo spiaggiamento dei rifiuti è solo una parte della grossa e annosa problematica generata dagli scarichi degli alvei sul tratto di costa di Cuma-Licola, a cui purtroppo non si riesce a porre fine. Ricordiamo che la gestione dei canali (Abbruzzese, Camaldoli, Quarto) è di competenza del “Consorzio di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno”, da Gennaio 2017 commissariato per decreto dal Presidente De Luca. Nel mese di luglio, le analisi di Goletta Verde hanno fatto registrare alla foce di Licola, per l’ottavo anno consecutivo, valori di carica batterica molto elevati, classificando lo scarico come “fortemente inquinato”.

IL MONITORAGGIO – L’ultimo monitoraggio Arpac effettuato l’8 settembre scorso, il giorno dopo i rovesci temporaleschi che hanno interessato tutto il napoletano, area flegrea e giuglianese compresa, ha confermato la presenza in mare, a cavallo della foce, di batteri fecali ben oltre i limiti di soglia. Qui vige da tempo il divieto di balneazione. Valori oltre soglia sono stati rilevati anche di fronte al promontorio di Cuma, a Sud della foce del collettore del depuratore. E’ scattata dunque l’ordinanza di divieto di balneazione, la terza di questa estate. I risultati delle analisi condotte in altri punti del litorale hanno fatto registrare valori di concentrazione ampiamente nella norma, confermando la classificazione di inizio stagione. C’è da evidenziare però che a Pozzuoli-Arco Felice-Lucrino i prelievi sono stati effettuati il 6 Settembre, quindi prima del temporale, quando gli scarichi di “troppo pieno” non erano ancora entrati in azione.

I DATI ARPAC