di Alessandro Napolitano

L'ospedale Santa Maria delle Grazie
L’ospedale Santa Maria delle Grazie

POZZUOLI – Potrebbe prospettarsi un Natale davvero amaro per alcune guardie giurate in servizio all’ospedale Santa Maria delle Grazie. In cinque sono senza stipendio da mesi e di buone prospettive non se ne intravedono. In quattro non ricevono spettanze dal mese di settembre, oltre alla “quattordicesima” di agosto. Un quinto lavoratore è addirittura da aprile è senza stipendio. Una situazione complicata la loro, frutto di quello che appare come classico caso di “cane che si morde la coda”. Tempo fa i cinque lavoratori erano impiegati direttamente con la società Gsa Srl.

L’ORIGINE DEL PROBLEMA – L’appalto per il servizio di vigilanza all’interno del nosocomio puteolano è stato poi affidato ad un Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) a cui capo c’è la Cosmopol (che ha in servizio altri sei suoi dipendenti). A detta dei lavoratori senza stipendio, da quando è nato il raggruppamento di aziende sono iniziati i problemi. In particolare quelli dovuti ai ritardi nei pagamenti. Fino ad una vera e propria impasse che va avanti da settembre. Sul caso è intervenuto anche l’oramai ex direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Giuseppe Ferraro (a cui è subentrata Agnese Iovino) Sollecitando anche la stessa Gsa a provvedere quanto prima al pagamento delle spettanze arretrate. Onde evitare «violazione della normativa vigente in materia di pubblici appalti nonché delle prescrizioni contrattuali in essere».

UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE – Il legale di fiducia dei lavoratori, l’avvocato Maria Patricelli, si è poi rivolta direttamente alla Cosmopol, sottolineando come «nonostante i ripetuti tentativi di risolvere bonariamente la controversia non hanno raggiunto alcun esito ed anzi, questo mese i miei assistiti si sono recati per ben due volte presso la sede amministrativa della vostra società, per dover apprendere alla fine che nulla gli verrà corrisposto dal momento che, come riferito dalla Vostra società, la Asl Napoli 2 è ancora morosa del pagamento del canone di appalto del servizio. La situazione si rappresenta altamente critica, di fatto, i miei clienti non hanno più le risorse economiche necessarie per affrontare i più elementari bisogni di vita quotidiani per sé stessi e per le loro famiglie. Riguardo a tale aspetto vi ricordo che gli stessi sono padri di famiglia ed unica fonte di sostentamento per il proprio nucleo familiare».

NULLA SI E’ MOSSO – A tutto ciò c’è da aggiungere che la Cosmopol ha risposto affermando come essa non possa entrare nel merito del rapporto tra la Gsa e i propri dipendenti, ma che si sarebbe impegnata «sin d’ora a garantire la propria pieno disponibilità a voler collaborare» con l’Asl pur di trovare «la soluzione più idonea a garantire la regolare prosecuzione nell’esecuzione dei servizi oggetto dell’appalto». Sono trascorsi quasi tre settimane da queste dichiarazioni di intenti, ma ancora nula si è mosso. A questo punto la minaccia delle gurdie giurate è chiara: se gli stipendi non dovessero essere pagati entro breve, potrebbero anche sospendere totalmente le proprie prestazioni lavorative.