cantiere MDPOZZUOLI – Non si sono piegati alle minacce e ai colpi di pistola e questa mattina erano regolarmente al lavoro gli operai impegnati nei lavori di realizzazione di un supermercato della catena discount MD, nel quartiere di Monterusciello. Meno di 24 ore prima due uomini a volto coperto avevano fatto irruzione nell’area di cantiere minacciandoli «jatevenne, jatevenne, non dovete scendere più a lavorare». Poi due spari, la macchina che sgommava e andava via. Era da poco trascorso mezzogiorno e nel quartiere calava il terrore. A pochi metri vive il boss Gennaro Longobardi, il capo dell’omonimo clan oggi sorvegliato speciale, a cui si contrappone quello dei Benduce-Ferro. Nessuna telecamera ha ripreso le sequenze del raid, nemmeno la presenza dei vigilantes che invece ieri, per l’intera giornata, hanno presidiato il cantiere mentre ruspe e camion entravano e uscivano dal varco che dà su via Pirandello.

ESTORSIONE – Si è trattato di un chiaro segnale intimidatorio all’imprenditore romano titolare di altri punti vendita della catena MD. L’uomo – da quanto trapela – già in passato avrebbe ricevuto minacce. Se sul movente non ci sono dubbi resta da capire chi è il mandante e se l’agguato sia arrivato dopo un primo “approccio”, una richiesta estorsiva non andata a buon fine; se invece il raid sia la risposta a un netto rifiuto a piegarsi da parte della vittima; oppure se si tratta di un “messaggio” a poche settimane dal Natale, periodo scelto dai clan (insieme a Pasqua e Ferragosto) per chiedere il pizzo alle attività commerciali.

EPISODIO INQUIETANTE – «Siamo di fronte a un episodio inquietante – ha commentato il presidente di SOS Impresa Luigi Cuomo, da sempre in prima linea a difesa delle vittime del racket – Da parte nostra siamo disponibili per creare un’attività a difesa di questa impresa, pronti e disponibili ad incontrare questo imprenditore che ora non deve cedere, perchè cedendo a questi criminali darebbe un segnale negativo per tutto il quartiere. Faccia in modo che intorno a lui si crei una corazza, noi siamo pronti a sostenerlo».