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Il crollo a pochi centimetri da una Taberna romana

di Violetta Luongo

POZZUOLI – Nessuna recinzione, nessuna rete contenitrice, nessuna balaustra, dopo un mese dal crollo dell’area  destra di Villa Avellino, che ha  messo in pericolo le Tabernae romane, i detriti, il terreno e i grossi lastroni di pietra sono ancora lì. Nessun intervento è stato effettuato dopo la frana della collinetta con il crollo del muro di cinta.

DOPO UN MESE NULLA E’ CAMBIATO – I vasi sono a terra, i grossi pietroni spingono ancora contro gli alberi che hanno attutito, in qualche modo, la caduta. Probabilmente vittima del maltempo le cui precipitazioni hanno causato il crollo della grossa parete destra.  Non è detto che le successive e future piogge non peggioreranno la situazione.

A RISCHIO L’OPERA ROMANA – Il pericolo e il rischio per una delle Tabernae di epoca romana continua ad incombere, lì a pochi centimetri dal crollo. Non è detto che tra le macerie non ci sia pure qualche resto di Opus Reticulatum. Un vero peccato per il parco pubblico settecentesco che ospita l’antica cisterna romana, la cosiddetta “piscina Lusciano”, già spesso presa di mira da vandali e graffittari. La cisterna, della seconda metà del primo secolo dopo Cristo, doveva essere nell’antichità un bacino di smistamento delle acque per gli edifici della zona. Gli eredi Lusciano la vendettero nel 1836 all’archeologo Francesco Maria Avellino e nel 1980 il giardino è passato di proprietà del Comune di Pozzuoli.

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