POZZUOLI – Ha messo un collare elettrico a un cagnolino di pochi mesi per impedirgli di abbaiare. E’ questa la crudele trovata di un residente del “Parco Azzurro” di Licola che, a modo suo, ha voluto dare una lezione a Lucky, meticcio di 9 mesi accudito da alcune famiglie che nei mesi scorsi lo avevano salvato dalla strada. L’autore del folle gesto è un cittadino americano residente a Pozzuoli che, una volta scoperto, si è giustificato affermando di voler “educare” il cane, reo di abbaiare ogni qualvolta entrava nel parco dove lui risiede. A sottrarre il cucciolo dalle sofferenze provocate dal collare è stato Francesco Cacciapuoti, noto istruttore di fitness e residente nella zona.

IL RACCONTO – «Ieri quando sono tornato a casa ho visto la mia vicina spaventata nel vedere Lucky, cagnolino che stiamo accudendo da qualche mese, che soffriva ogni qualvolta abbaiava. -racconta Francesco- Praticamente ad ogni movimento che faceva gli arrivava una scarica addosso. Un qualcosa di davvero crudele e assurdo. A quel punto gli ho staccato quel collare e dopo una ricerca ho avuto conferma di cosa si trattava e soprattutto a chi glielo aveva messo. Mi sono recato da lui facendogli presente che non doveva permettersi più di fare una cosa del genere, ma lui si è difeso dicendo che voleva addestrarlo. Quello che ha fatto non trova giustificazioni».

COSA DICE LA LEGGE – Stando a quanto riportato dal sito specializzato “la legge per tutti”, in Italia è vietato l’utilizzo del collare elettrico che sprigiona scosse o impulsi elettrici “Secondo la giurisprudenza, chi utilizza il collare elettrico per addestrare il proprio cane commette reato. -si legge su www.laleggepertutti.it – Sebbene non vi sia una specifica legge che proibisca il collare elettrico, il suo utilizzo è sanzionabile penalmente. È questo l’orientamento praticamente unanime della Corte di Cassazione, secondo cui il collare che sprigiona scosse o altri impulsi elettrici è illegale. In particolare, la Suprema Corte ritiene che l’uso del collare elettrico che sprigiona scosse integra il reato di abbandono di animali, reato all’interno del quale è sanzionata anche la condotta di chi detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Trattasi di contravvenzione punibile con l’arresto fino a un anno o con la ammenda da mille a diecimila euro. Non si configura, perciò, il più grave reato di maltrattamento di animali, che punisce con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da cinquemila a trentamila euro chi, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche. La Corte di Cassazione, quindi, ritiene che l’addestramento basato sul dolore costituisca reato, ma non quello di maltrattamento di animali, in quanto l’utilizzo di mezzi inappropriati come il collare elettrico non rappresentano una vera e propria sevizia né sono idonei a cagionare una reale lesione. Non è sempre illegale. No, non lo è. Infatti, la Corte di Cassazione condanna l’utilizzo del collare elettrico che sprigiona piccole scosse idonee a cagionare dolore al cane, non quello che, invece, si affida a diversi metodi educativi.”